Scuole, la settimana “bianca”: «Così i ragazzi restano indietro»
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fonte:
- Il Messaggero
L’ ORDINANZA Il binomio neve più elezioni rischia di mandare in fumo un’ intera settimana di didattica e i presidi sono sul piede di guerra. L’ ufficialità è arrivata ieri intorno alle 18 quando le scuole di Roma hanno ricevuto la nuova ordinanza firmata dal vicesindaco Luca Bergamo: istituti di ogni ordine e grado, a causa della possibilità del gelo sulle strade, resteranno chiusi anche oggi. A casa, più di 550 mila studenti dagli asili nido alle superiori. I cancelli resteranno sbarrati infatti tanto nelle 1.124 strutture gestite da Roma Capitale quanto nei 345 licei e istituti professionali che fanno capo alla Città metropolitana (ex Provincia). «Restiamo agli arresti domiciliari», commenta la preside del liceo Classico Albertelli, Antonietta Corea. La nevicata della scorsa notte, ma soprattutto il rischio di gelate, ha spinto il Comune a prorogare lo stop della didattica. E benché in molti ne comprendano le ragioni, le polemiche (il Codacons presenterà addirittura un esposto alla Corte dei Conti) non mancano per molteplici motivi. IL RISCHIO «Le famiglie che andranno a lavoro spiega Mario Rusconi, presidente dell’ Associazione nazionale presidi saranno costrette a trovare ancora soluzioni alternative per i propri figli e sul fronte della didattica è un disastro». In vista delle elezioni politiche e regionali infatti, circa la metà delle strutture scolastiche di Roma figurerà come seggio elettorale (le sezioni da allestire nelle scuole sono 2.600) «Si rischia di perdere una settimana intera di lezioni aggiunge Rusconi dal momento che per giovedì è prevista una nuova ondata di maltempo e non è escluso che alla fine la chiusura venga replicata». Se così dovesse essere, il rientro a scuola varrà solo per domani dopodiché lo stop sarà indotto dal voto: le operazioni di allestimento seggi partiranno venerdì pomeriggio e, tra votazioni e spogli, si resterà a casa anche lunedì e martedì prossimi. Poi c’ è il secondo problema affatto marginale a detta di molti coordinatori, insegnanti e genitori che si domandano: «Se domani si tornerà a scuola in che modo troveremo gli edifici e i giardini dal momento che nessuno ieri tra Campidoglio e Città Metropolitana ha condotto ispezioni sui plessi?». Dal dipartimento Ambiente è stata inviata una circolare ai presidenti e agli assessori alla scuola dei Municipi in cui si invitano anche i presidi a verificare eventuali criticità sulle strutture e di pulire gli ingressi degli istituti dalla neve o dal ghiaccio. LA PAURA DEI DANNI «Banalmente, oltre a pulire i cortili ma sarebbe il minimo spiega Donatella Gentilini, dirigente scolastica dell’ Istituto comprensivo Via Aretusa (zona La Rustica) dovremmo sperare di non trovare rami caduti o danni alle strutture perché allora sarebbe un problema». Ieri, benché diversi municipi abbiano provveduto a ripulire (svuotando sacchi di sale) gli ingressi di diverse scuole, molti istituti di Roma sembravano usciti da un film ambientato tra le steppe: cortili e spazi comuni sepolti dalla neve che poi, sciogliendosi nel corso della giornata, si è trasformata in ghiaccio. I riscaldamenti sempre ieri, assicurano dal Simu, il dipartimento Infrastrutture e manutenzione urbana del Campidoglio, sono rimasti accesi fino alle 16 e oggi dovrebbero funzionare nello stesso modo anche per evitare di far gelare le già precarie condutture e caldaie. Le chat dei genitori su WhatsApp in queste ore sono roventi: tra chi accusa il Comune di aver deciso di chiudere le scuole per due giorni, evitando di fare i conti con i limiti degli edifici e non solo «Se avessimo delle scuole sicure e delle condizioni stradali da vera Capitale europea puntualizza Cristina R., con i figli iscritti alla Fratelli Bandiera del II Municipio una notte di neve eccezionale non avrebbe paralizzato Roma» e chi è costretto a prendersi ferie o malattie. Infine, un’ ultima problematica: «In questi giorni conclude Rusconi si dovevano completare gli organici delle scuole: bidelli, docenti, personale di segreteria da nominare ma con l’ attività sospesa è stato impossibile, bisognerà chiedere al Miur una proroga sulle scadenze». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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