19 Novembre 2020

Scuole, il Tar di Bari accoglie le richieste del Codacons e dei genitori: «Elementari e medie devono restare aperte, vale il Dpcm»

 

Scuole di Puglia restano aperte e non potevano essere chiuse. Accolto di fatto il primo motivo del ricorso presentato dal Codacons Lecce». Lo annuncia la stessa associazione dei consumatori, ribandendo come «l’ordinanza 407 della Regione Puglia non esista nell’ordinamento: il Tar di Bari nel dichiarare l’improcedibilità della richiesta cautelare ha confermato come quell’ordinanza di fatto non c’è più perché in contrasto con il Dpcm del 3 novembre scorso». Il provvedimento regionale, insomma, è stato superato dal Dpcm e le scuole di Puglia restano aperte, con la facoltà per i genitori – fino al 3 dicembre -, di scegliere fra didattica integrata o in presenza.

«Il Codacons – scrivono gli avvocati del Codacons, Luisa Carpentieri e Cristian Marchello – non può che essere soddisfatto del risultato raggiunto. Ancora una volta il Tar con una attenta e ponderata valutazione si dimostra dalla parte dei cittadini contro una politica urlata, demagogica e priva di senso. Il passaggio è molto tecnico, ma il risultato concreto è che le scuole di Puglia restano aperte. Il Tar Bari ha di fatto riconosciuto che l’ordinanza 407 che chiudeva tutte le scuole, e che era l’unica impugnata dal Codacons di Lecce, è di fatto priva di efficacia perché sostituita dal Dpcm del 3 novembre, così come dedotto dall’associazione nel proprio ricorso».

I giudici del tribunale amministrativo barese (presidente Orazio Ciliberti) – che hanno dichiarato inammissibile la richiesta di interrogatorio formulata ieri dal presidente Michele Emiliano -, hanno da un lato ritenuto che la prima ordinanza (numero 407), con la quale la Regione aveva sospeso la didattica in presenza per tutte le scuole, sia stata superata dal Dpcm del Governo che, al contrario, prevede la Dad solo per le superiori. «L’ordinanza 407 – scrivono, infatti – ha perso efficacia con l’entrata in vigore del Dpcm del 3 novembre». Dall’altro lato, il Tar di Bari ha chiarito come la stessa Regione abbia rivisto le regole, con una ordinanza successiva (numero 413), stabilendo la libertà di scelta per le famiglie: mandare i figli a scuola in presenza o tenerli a casa con la Didattica integrata e a distanza.

«In questo modo –dichiara l’avvocato Pietro Quinto, che ha rappresentato al Tar Bari alcuni genitori, ricorrenti contro la Regione – viene fissato un principio di grande importanza che contribuisce a dare una chiave di lettura e di soluzione al conflitto sul quale si dibatte fin da quando è iniziata l’era dell’emergenza Covid, e cioè il possibile conflitto tra Stato e Regioni. Lo spazio di intervento per le Regioni vi è soltanto fino a quando, in una specifica materia, non interviene il Governo centrale; diversamente in un settore come la scuola, che deve assicurare livelli di prestazioni uguali in tutto il territorio nazionale, si creerebbero quelle diseguaglianze che non possono essere accettate».

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