Scuole, il Tar dà ragione a Emiliano E per le prime classi ritorno in vista
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fonte:
- la Repubblica
di Silvia Dipinto La didattica digitale integrata (Did) è una soluzione valida: parola del Tar Puglia. stessi giudici amministrativi che avevano bocciato a novembre l’ordinanza restrittiva del presidente Michele Emiliano che imponeva la didattica a distanza per tutti, ieri hanno dato il via libera alla soluzione mista “a richiesta” tanto discussa e unica in Italia. La nuova ordinanza Sulla stessa linea, dunque, si potrebbe muovere il presidente della Regione per la prossima (probabile) ordinanza, visto che l’attuale scade venerdì. L’idea di Emiliano sarebbe quella di modificare qualche elemento del provvedimento attualmente in vigore, prevedendo il graduale rientro in classe degli studenti del primo ciclo. Si partirebbe subito con le classi prime elementari e medie, cui alunni hanno maggiormente bisogno di impostare in presenza il nuovo metodo di studio. ragazzi delle superiori sarebbero gli ultimi a rientrare: probabilmente dopo la fine del quadrimestre, come ipotizzato da molti dirigenti scolastici per evitare scompensi anche nella valutazione. L’ipotesi è tutta da confermare attraverso il confronto con i protagonisti del mondo della scuola, sindacati e presidi in prima battuta. La sentenza Nessun danno «grave e irreparabile da prevenire o a cui porre rimedio in via d’urgenza è causato dalla didattica digitale integrata. Con questa motivazione il Tar Puglia ha respinto il ricorso del Codacons Lecce e di alcuni genitori contro l’ordinanza firmata il 5 gennaio dal presidente Emiliano. giudici hanno rigettato la richiesta di misura cautelare o di sospensione dell’ordinanza e fissato per il 3 febbraio l’udienza per la trattazione della questione. La facoltà di scelta lasciata alle famiglie pugliesi in questa fase di pandemia è sufficiente, secondo i giudici, a non ledere il diritto all’istruzione e «a garantire per i minori di 14 anni la didattica in presenza alle famiglie che lo richiedano per i propri figli, mentre per gli adolescenti di età superiore ai 14 anni la didattica a distanza e quella integrata parrebbero più agevolmente praticabili, data la maggiore dimestichezza di quegli adolescenti con i mezzi telematici e la migliore organizzazione delle scuole superiori nel somministrare lezioni online», si legge nel dispositivo. La sentenza rafforza la posizione del governatore, il quale ha definito la presenza «a ogni costo come un atto di egoismo» sollevando non poche proteste da parte delle famiglie. Il censimento dei genitori Intanto non si ferma la mobilitazione di studenti e genitori, che continuano a chiedere a Regione e governo un cronoprogramma certo sul rientro a scuola in sicurezza, contro i provvedimenti last minute. Visti gli appelli inascoltati, genitori cominciano ad autorganizzarsi per evitare l’uso di mezzi pubblici insufficienti e sovraffollati. Nello storico liceo classico Flacco a Bari, per esempio, le famiglie hanno avviato un sondaggio nelle chat delle classi per individuare la provenienza degli studenti pendolari e poi contattato le ditte private, per raccogliere i preventivi e incastrare le soluzioni che saranno ritenute maggiormente sostenibili. Non è tutto. Le mamme e i papà so- pronti ad autotassarsiper avviare uno screening massiccio di tamponi rapidi per tutti gli studenti: se i tavoli istituzionali non riescono a dare ancora risposte rassicuranti, è il loro ragionamento, genitori si autogestiscono per tutelare i figli. bus privati L’idea di usare bus turistici o mezzi a noleggio è stata più volte proposta, d’altronde ma non ancora attuata. Maria Tina Marrone è la mamma di una studentessa del Flacco che affronterà la maturità e insieme con gli agli altri rappresentanti del consiglio d’istituto ha verificato che su 710 studenti del liceo, meno del 20 per cento arriva da fuori Bari. «Abbiamo riunito le esigenze delle famiglie sulle tratte più frequentate — spiega ci siamo attrezzati per garantire collegamenti tramite aziende private da Santo Spirito Palese, Modugno, Toritto, Grumo, Noicattaro, Triggiano, Parchitello». Raggruppando i pendolari provenienti dallo stesso comune, la spesa per affittare un pullmino non sembra essere proibitiva. Per un bus da 54 o 56 posti con rispetto delle norme anti- (e capienza dimezzata) genitori hanno calcolato un costo che oscilla fra i 50 e 70 euro mensili, con una riduzione del 10 per cento in caso di abbonamento trimestrale. Per un mezzo da 15 o 20 posti, invece, snon si spenderebbe più di 60 euro a studente.
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