Scuole, il Consiglio boccia il crocifisso
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fonte:
- Il Messaggero
LA QUERELLE Il Consiglio comunale boccia la proposta dell’ opposizione di favorire l’ affissione nelle scuole e negli edifici pubblici del crocifisso. E a Cerveteri esplode la polemica. Dai plessi fanno sapere che i simboli religiosi presenti nelle aule non si toccano. A pochi giorni dal Natale, la decisione della maggioranza di centrosinistra di respingere la proposta dell’ opposizione ha scatenato reazioni a catena. LA MICCIA La miccia si è accesa quando all’ approvazione dell’ assise civica è arrivata la mozione di Luca Piergentili e Annalisa Belardinelli, esponenti del centrodestra, che invitava l’ amministrazione a esporre il crocifisso negli uffici pubblici e nelle scuole. Dopo una serrata discussione la proposta è stata bocciata: da ore sui social si susseguono commenti sdegnati e perfino minacce di ricorrere alla carta bollata. C’ è anche chi teme che, dopo questo voto, le scuole siano costrette a rimuovere i crocifissi da tutti i locali. Dalla maggioranza spiegano però così le ragioni della decisione: «Il Consiglio – dice il vice sindaco Giuseppe Zito – non ha la potestà di leggi di imporre una scelta che resta in capo all’ autonomia scolastica. Riguardo agli edifici pubblici, siamo uno stato laico in cui la religione prevalente è quella cattolica. Se magari invece di pensare ai simboli applicassimo i valori cristiani alla nostra vita quotidiana saremmo certamente un Paese migliore». Parole che non hanno convinto l’ opposizione che ha colto l’ occasione per ricordare come questa bocciatura sia in contrasto con la normativa vigente che pochi conoscono. «All’ amministrazione – replica il consigliere Nicolò Accardo che per 25 anni è stato direttore didattico a Ladispoli – vorremmo segnalare che per legge il crocifisso ancora costituisce un arredo scolastico obbligatorio. Aldilà del valore religioso, è come se avessero bocciato la richiesta di dotare le scuole di banchi e lavagne». LE REAZIONI Nelle scuole di Cerveteri la vicenda ha destato scalpore, molte famiglie sono accorse dai presidi per chiedere che i crocifissi non vengano rimossi dalle aule. «La città – afferma Alessandra Sbattella, vice preside dell’ istituto Giovanni Cena – è a fortissima tradizione cattolica. Nel nostro plesso, su 870 alunni, solo una manciata non partecipa alle lezioni di religione. In ogni aula ci sono i crocifissi, i genitori ci hanno chiesto di non rimuoverli assolutamente. Anzi, di affiggerli negli ambienti dove mancano». Stessa situazione nell’ istituto Salvo D’ Acquisto, il più grande di Cerveteri, dove l’ ora di religione ha pochissime defezioni e le famiglie partecipano da sempre alle manifestazioni di carattere religioso. Sulla questione prende posizione anche il Codacons: «Chiediamo al sindaco Pascucci – dice il coordinatore Angelo Bernabei – di fare marcia indietro, permettere l’ esposizione del crocifisso e chiedere scusa a tutti i cattolici di Cerveteri». Gianni Palmieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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