Scuole chiuse: ordinanze e report Asl nel fascicolo
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fonte:
- Il Mattino
C’è un fascicolo aperto un procura dopo la denuncia presentata dal Codacons sulla mancata riapertura delle scuole superiori nel capoluogo. «Stiamo facendo degli accertamenti», f a sapere il procuratore della Repubblica Airoma. C’è un fascicolo, non c’è però un’intestazione Si tratta di un atto dovuto dopo la denuncia del Codacons che aveva ritenuto necessario rivolgersi alla magistratura, e anche al prefetto di Avellino, dopo l’ennesimo rinvio della riapertura previsto dal sindaco. «È l’unico caso in Europa dove le scuole non hanno riaperto in presenza. Crediamo che la Procura tra l’altro su fatti notori non possa non intervenire, abbiamo sollecitato anche la Prefettura di Avellino», aveva detto il vice presidente nazionale dell’associazione dei consumatori Matteo Marchetti. successivamente si era rivolto anche al presidente del Consiglio Mario Draghi. Sprezzante la risposta di Festa: «Negli ultimi giorni – aveva detto su Fb – è stata presentata una denuncia alla Procura della Repubblica da parte del Codacons nei miei confronti per interruzione di pubblico servizio e contestualmente c’è stato un appello da parte dei rappresentanti dei vari istituti superiori rivolto a me, al prefetto e al provveditore affinché si possa continuare in Dad. Ebbene tra il Codacons che mi denuncia e la salvaguardia della salute dei miei ragazzi, della mia comunità, delle famiglie, dei docenti, io sto dalla loro parte. Io farò di tutto per tutelare la salute della mia comunità e sono pronto, come sempre faccio, ad assumermi, anche questa volta, le mie responsabilità: quelle di un sindaco. «Dopo la denuncia alla Procura della Repubblica e la richiesta di intervento al prefetto, abbiamo scritto al premier Draghi, sottoponendogli la situazione, illegittima sotto tutti i punti di vista: ad Avellino non ci sono tanti contagi da tenere chiuse le scuole superiori». Era stata la reazione del Codacons. La procura sta acquisendo documenti in relazione alla denuncia per interruzione di pubblico servizio e di abuso in atti di ufficio. In particolare sono all’attenzione le ordinanze che in successione settimanale sono state firmate da Festa, come i report settimanali della cabina di regia della Regione Campania e dell’Asl di Avellino sulla diffusione dei contagi. Festa ha ignorato la disposizione che consente di portare in aula il cinquanta per cento degli allievi e la lettera di sollecito del prefetto Paola Spena e decide che il livello dei contagi in provincia è superiore a quello del capoluogo quindi non ci sono le condizioni per riaprire. Il prefetto Spena ha insistito inutilmente: provvedimento del sindaco non è in linea con le indicazioni del Governo, della Regione e dell’Asl Essendo motivato da ragioni sanitarie, non posso annullarlo». Festa sostiene che c’è una maggiore percentuale di contagi registrata nei comuni dell’hinterland rispetto alla città di Avellino. Essendo motivato da serie ragioni sanitarie, il provvedimento non è suscettibile di interventi da parte del prefetto mentre associazioni di genitori o studenti non hanno impugnato il provvedimento in via amministrativa al Tar.
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