18 Novembre 2020

Scuole chiuse, oggi udienza al Tar contro l’ordinanza di Emiliano

 

Si terrà questa mattina innanzi al Tar Bari l’udienza in merito all’ordinanza del Governatore Emiliano che ha negato la didattica in presenza nelle scuole elementari della Puglia. Il Collegio, innanzi al quale un gruppo di genitori leccesi è rappresentato dal Codacons e dall’avvocato Pietro Quinto, dovrà decidere l’eventuale conferma della sospensiva. Nella sua memoria l’avvocato Quinto ha evidenziato come il presidente della Regione, con la successiva ordinanza del 6 novembre di esecuzione del decreto cautelare, ha espressamente riconosciuto che gli aspetti evidenziati dal TAR circa l’inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad adottare la didattica a distanza costituiscono elementi obiettivi, mai resi noti dal Ministero dell’Istruzione La Regione – a detta del legale – ha ammesso quindi che non è possibile in concreto la didattica a distanza. E questo motivo era stato evidenziato dal Presidente del Tar nel decreto di sospensione dell’ordinanza di chiusura emessa da Emiliano. Un altro profilo del decreto cautelare di cui si chiede la conferma è «la evidente contraddittorietà del provvedimento del Governatore pugliese che si pone in contrasto con quanto deciso dal Governo in tutte le regioni d’Italia anche quelle classificate come rosse, per salvaguardare il diritto all’istruzione nei riguardi degli alunni più piccoli». Come ha rilevato il professor Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, i dati mostrano che «sospendere la didattica in presenza nelle scuole ha dei costi certi ma benefici molto incerti. Ed altri studiosi a livello nazionale – ha sottolineato l’avvocato Quinto presenza di rigidi protocolli, la propagazione del contagio a scuola è limitata. Osservare che in concomitanza dell’apertura della scuola i contagi aumentano, non implica necessariamente che in assenza dell’apertura i contagi sarebbero stati più bassi». L’amministrativista ha dimostrato che innumerevoli studi nelle scienze sociali ci dicono che chiudere le scuole oggi, soprattutto quelle riguardanti le fasce della scuola primaria, rappresenta un’ipoteca sul futuro di un’intera generazione. «Abbiamo deciso di presentare il ricorso – spiegano gli avvocati del Codacons Piero Mongelli, Responsabile Ufficio Legale Provinciale e Cristian Marchello, Responsabile della Sede di Lecce -consapevoli dell’importanza e della serietà della situazione e con il rispetto dovuto ad un male grande quanto una pandemia. Lo abbiamo fatto nell’esclusivo interesse delle ragazze e dei ragazzi di Puglia e del Salento, fermamente convinti che il diritto all’istruzione quale diritto fondante di una società democratica, non fosse ulteriormente comprimibile, soprattutto per i più piccoli. Lo abbiamo fatto con il supporto di studi, dati, di una comparazione dei diritti in gioco che ha indotto il Governo di questo grande paese a ritenere il diritto all’istruzione soprattutto quello dell’obbligo come insopprimibile anche nel caso di maggiore gravità della situazione pandemica. Lo abbiamo fatto nella convinzione che così come è strutturata la Didattica a Distanza semplicemente non funziona: non funziona per le attuali condizioni della rete che la dovrebbe supportare, non funziona perché molte Scuole non sono adeguatamente pronta a servirsene, non funziona perché crea disuguaglianze e discriminazioni».

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