Scuole belle e sicure, in arrivo oltre sette milioni
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fonte:
- Gazzetta del Sud
A partire da domani, lo Stato italiano penserà a rimettere a nuovo un bel po’ di scuole sparse per tutta Italia isole comprese. In attesa di vedere se il piano, fermamente voluto da Matteo Renzi, funzionerà davvero e come sarà controllata la spesa dei fondi, proviamo a fare due conti per la Calabria e per la provincia di Cosenza. La spesa per l’ intera regione supera di poco i 14 milioni di euro, spalmati tra il 2014 e il 2015 per 2525 plessi scolastici. In Calabria la spesa maggiore è per il Cosentino: 7.641.599,28 euro. Il motivo è semplice esendo la provincia di Cosenza la più popolosa e grande per territorio. Sono previsti interventi su 967 plessi, 451 dei quali saranno finanziati entro quest’ anno. Oltre tre milioni e mezzo di euro vanno alla provincia di Reggio Calabria per 604 plessi, più di due milioni alla provincia di Catanzaro per 480 plessi, 808.389,53 euro alla provincia di Crotone per 209 plessi e infine 104.381,24 euro alla provincia di Vibo Valentia per 265 plessi. In tutta Italia sono previsti quasi 21mila interventi per il piano “#scuolebelle” che conta finanziamenti per 450 milioni di euro. La lista nera degli istituti malmessi stilata nel 2009 nell’ incontro Stato -Regioni L’ intervento era stato annunciato dal premier nel discorso di fiducia alle Camere del 24 febbraio scorso. La spesa totale supera il miliardo di euro, considerando anche il piano “#scuolesicure” (400.000.000) e quello “#scuolenuove” (244.000.000). La lista nera delle scuole malmesse era venuta fuori dopo l’ incontro Stato -Regioni di gennaio 2009 che ha snocciolato i numeri degli edifici scolastici a rischio. Dodicimila strutture in tutta Italia, 1.428 in Calabria e, di queste ultime, ben 915 sono in provincia di Cosenza. La lista, chissà perché tenuta ben nascosta dal Miur, venne fuori grazie al Codacons, che l’ ha pubblicata anche sul blog di Carlo Rienzi, presidente dell’ associazione dei consumatori. Miur e ministero dell’ economia, nel documento che porta la data del 23 settembre 2009, hanno ritenuto di definire degli elenchi regionali nei quali, seguendo le informazioni trasmesse da Regioni ed Enti competenti, indicare con priorità decrescente «gli edifici scolastici caratterizzati da situazioni di particolare criticità». Una vera e propria anagrafe dell’ edilizia scolastica, grazie alla quale rintracciare, negli edifici scolastici «vetustà, tipologia strutturale, stato di manutenzione» e altro ancora, a cominciare dall’ ampiezza delle aule rispetto al numero di alunni. Nella maggior parte dei casi le aule sarebbero troppo piccole. Per intenderci, i metri quadrati per alunno devono essere più o meno due. Per essere a norma, l’ aula deve essere di almeno 45 metri quadrati per scuola materna, elementare e medie, e di almeno 50 metri quadrati per le superiori. Il problema, dalle Alpi ai Peloritani, è dunque quello del sovraffollamento delle classi, tanto che il decreto interministeriale puntava ad individuare le scuole con chiare criticità, che avrebbero dovuto essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe, nel caso in cui le aule fossero state troppo piccole. Con gli interventi che saranno realizzati a breve insomma si spera di uscire dalla precarietà che accompagna da tempo molte scuole della nostra provincia creando disagio tra alunni e docenti e un allarme giustificato tra migliaia di genitori.
luigi carbone
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