11 Maggio 2011

Scuole a rischio, 41 milioni per la messa in sicurezza

Scuole a rischio, 41 milioni per la messa in sicurezza
 

In arrivo 41,2 milioni per la messa in sicurezza delle scuole del Lazio. A tanto ammonta la somma stanziata dalla regione con una delibera che avuto il via libera della giunta il 29 aprile scorso e che destinerà risorse vitali agli edifici a rischio nel territorio. Comuni, province e municipi capitolini avranno 45 giorni di tempo dalla pubblicazione del provvedimento sul bollettino ufficiale per presentare le proprie proposte per l’ elaborazione di un programma straordinario per la messa in sicurezza degli istituti. Il 24 maggio , intanto, ci sarà la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso del ministro Mariastella Gelmini e Giulio Tremonti contro la sentenza del Tar Lazio che – a seguito della class action promossa dal Codacons contro il sovraffollamento delle classi – li ha obbligati alla messa a punto di un piano di riqualificazione degli edifici scolastici. E lo sforzo della regione per l’ attuazione di un piano straordinario per la messa in sicurezza fa proprio seguito alla decisione del Tribunale amministrativo che faceva leva sul Dm 23 settembre 2009 e all’ allegata black list delle scuole a rischio per le quali si chiedeva la deroga all’ innalzamento del tetto di alunni per aula previsto dalla riforma Gelmini. Questo perché, a detta del Miur, vi erano rischi di tipo strutturale. Un elenco che individua anche 1.329 scuole laziali (si veda il grafico) e che comunque non tiene conto della messa in sicurezza nella sua completa accezione, ossia per esempio dei pericoli non strutturali, né della messa a norma in tutti i suoi aspetti (impianti elettrici, vie di fuga, certificati, abbattimento delle barriere, interventi contro il rischio sismico).Ora con la nuova delibera della regione gli enti locali del Lazio dovranno fornire tutti gli elementi per conoscere l’ effettiva quantità delle risorse necessarie per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio scolastico. Perché il programma è stato finanziato per 41,2 milioni di euro, ma la giunta regionale si riserva la facoltà di «destinarvi ulteriori risorse». Le proposte che arriveranno, che serviranno a capire l’ effettivo fabbisogno sul territorio, non saranno vincolanti ma indicative, atte a fornire cioè uno schema. Ogni ente o municipio dovrà indicare: la quota di cofinanziamento, gli interventi per l’ adeguamento al rischio sismico e quelli i per la messa a norma, le barriere architettoniche, i miglioramenti funzionali e di igiene, la messa in sicurezza degli impianti e degli elementi non strutturali, per diminuire i costi di gestione (impianti fotovoltaici). Saranno escluse le proposte incoerenti rispetto al dimensionamento e senza copertura finanziaria. I nuovi fondi fanno parte di un pacchetto complessivo da 70 milioni di cui 7,4 destinati a finanziamenti di 34 scuole che erano già stati erogati dalla precedente giunta Marrazzo e poi definanziate. Queste dovranno entro il 31 luglio presentare l’ elaborato progettuale definitivo. «Abbiamo tutto l’ interesse a partecipare a questo bando – sottolinea Paola Rita Stella, assessore alle Politiche della scuola della provincia di Roma – perché la sicurezza delle scuole è una delle nostre priorità. Certo i 41 milioni non saranno sufficienti e bisognerà vedere i criteri di ripartizione. Il 99% della nostra attività è rivolta a interventi sulla sicurezza scolastica di nostra competenza, ossia le scuole superiori: si tratta di 384 sedi di cui il 60% nella capitale. Tra l’ altro qui abbiamo molti edifici nel centro storico di interesse architettonico e che risalgono ai primi del 900».© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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