Scuola, un salasso fino a mille euro per zaini e libri
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fonte:
- Italia Oggi
È iniziato un nuovo anno scolastico, migliaia di studenti italiani sono ritornati sui banchi di scuola mentre i loro genitori hanno dovuto fare i conti con gli acquisti relativi al corredo scolastico (zaini, astucci ecc.) e ai libri di testo: una spesa che quest’ anno rappresenta una vera e propria stangata, arrivando fino a 1.100 euro a studente e a un 1,7% in più rispetto al 2014. In base ai dati Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), infatti, per il corredo scolastico una famiglia media dovrà mettere in conto una spesa annua attorno ai 500 euro a studente, a cui va aggiunto il costo per i libri di testo, estremamente variabile a seconda del livello di istruzione (elementari, medie, superiori, licei, istituti tecnici, ecc.) e delle scelte dei singoli istituti, spesa che va dai 280 euro fino a raggiungere quota 600 euro, considerato anche l’ acquisto dei dizionari per chi è all’ inizio di un ciclo di studi. Se poi si contano i contributi volontari, le spese di trasporto e quelle per la mensa, in alcuni casi il costo annuale sale fino a superare i 2 mila euro, con differenze sostanziali tra comune e comune, città e provincia. «Tali spese», sottolinea Giancarlo Badalin, presidente di Ebce, «mettono a dura prova i bilanci delle famiglie già in forte crisi: basti pensare che il loro potere di acquisto dal 2008 è diminuito di oltre il 13,4% e le spese per i libri continuano a superare i tetti fissati dal ministero dell’ Istruzione». Infatti, il costo dei libri di testo viene regolato per legge. Di anno in anno il ministero dell’ istruzione fissa delle linee guida cui i consigli di classe devono attenersi prima di completare l’ elenco dei libri da acquistare. Ma non sempre il tetto fissato per legge viene rispettato. La realtà dei fatti racconta di spese spesso superiori. Se per i licei si verifica un sostanziale rispetto delle indicazioni ministeriali (si spendono mediamente 320 euro a Milano, 295 a Roma, 290 a Palermo), è negli istituti tecnici che i limiti si oltrepassano maggiormente. Negli istituti per il turismo, per esempio, le regole si rispettano solo a Milano, dove si spendono 302 euro, mentre a Roma e Palermo il conto della libreria ammonta a 350 e 377 euro. Stessa questione per un istituto professionale: 234 euro a Milano, 288 a Roma e 329 a Palermo. Perciò, ministero ed enti locali dovrebbero potenziare quantomeno le agevolazioni sui libri destinate alle famiglie meno abbienti e avviare controlli più severi. Un modo per ridurre il peso del caro scuola esiste. Presso i Ced, le società tra professionisti e gli studi professionali non ordinistici le spese diventano più leggere grazie al sostegno dell’ Ebce, l’ Ente bilaterale nazionale per i dipendenti da centri elaborazione dati, costituito pariteticamente dalle associazioni datoriali Assoced e Lait e dal sindacato dei lavoratori Ugl Terziario, che ha introdotto un contributo per l’ acquisto di libri scolastici per i figli dei dipendenti e dei titolari d’ azienda che frequentano le scuole medie e superiori. Il contributo copre fino al 30% della spesa sostenuta durante l’ anno solare, fino a un massimo di 100 euro. Il rimborso parziale delle spese per l’ acquisto di libri scolastici per i figli dei dipendenti e dei titolari dei Ced che frequentano le scuole medie e superiori (alle elementari i libri di testo sono forniti gratuitamente alle famiglie, come previsto dalla legge) è uno degli asset del piano di assistenza sociale lanciato dall’ Ebce sin dal 2009 per venire incontro alle esigenze delle famiglie che hanno figli in età scolare e ogni anno devono fare i conti con il caro scuola e con l’ aumento del costo dei libri. Anche in questo ambito il welfare contrattuale assume un ruolo di ammortizzatore sociale fondamentale per il sistema Paese e l’ Ebce conferma la sua funzione di sostegno, anche economico, nei confronti dei suoi iscritti. «È opinione diffusa e confermata anche da autorevoli ricerche socio-economiche che il budget destinato alle spese legate ai figli e alla assistenza sanitaria è quello che incide maggiormente nel bilancio familiare», afferma Giancarlo Badalin, «e noi, nell’ ambito del welfare contrattuale, attraverso l’ Ebce e il Fondo Easi, Ente di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti dei Ced e delle pmi, puntiamo a estendere quelle tutele essenziali che altrimenti graverebbero solo sulle famiglie. Titolari e dipendenti di Centri elaborazione dati, società tra professionisti e studi professionali non ordinistici hanno colto la vera natura delle prestazioni erogate dai due enti, che rappresentano uno strumento di compensazione salariale estremamente efficace per fronteggiare la spesa delle famiglie. In questi ultimi tre anni abbiamo messo in atto una politica attenta alle problematiche sociali dei nuclei familiari e continueremo a farlo perché gli enti bilaterali di origine negoziale saranno sempre più chiamati a intervenire per colmare le lacune della spesa sociale».
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