Scuola, un salasso da oltre mille euro
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Mentre librai, cartolai, ministero e associazioni dei consumatori si sfidano a colpi di prezzi, percentuali e “tetti“, le famiglie pagano. Esattamente fino a 1.100 euro per permettersi, ad esempio, un figlio a scuola al primo Ginnasio a Perugia, comprese tasse e abbonamento bus. Una cifra non di poco conto, considerato che si aggiunge alle altre spese (bollette, carburanti ed rc auto) che gli umbri si ritroveranno a pagare, non senza sorprese al rialzo, in questo settembre. Nello zaino al momento ci sono dunque più i “dolori“ del salasso di inizio anno scolastico che le soddisfazioni di un futuro (ci si augura) roseo tra i banchi di scuola. Sui libri azzardare un confronto con il pre-euro è improponibile: gli aumenti viaggiano nell`ordine del 70% escludendo i vocabolari. Rispetto all`anno scorso, Adiconsum parla di crescita del 6,5%; tendenza confermata, in parte, da Altroconsumo secondo cui alle scuole medie la spesa per i testi è rincarata del 2,4% mentre alle superiori, dove da due anni non esistono più i tetti di spesa imposti dal ministero, al liceo classico del 6,4% e negli istituti industriali del 6,9%. L`associazione indipendente parla invece di riduzioni del 4,5% allo Scientifico e del 6,9% negli Itc. Determinante ai fini del budget complessivo, la spesa per i vocabolari che appesantisce soprattutto lo zaino degli studenti di primo ginnasio: se il genitore deve comprare tutti i vocabolari necessari (italiano, lingua straniera, latino e greco) la spesa sale di altri 300 euro. “Il caro scuola è un elemento da non sottovalutare – sottolinea Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ed in alcuni casi si porta dietro altri elementi. Prendiamo gli accessori, ad esempio: se il ragazzo non viene accontentato con zaino, astuccio e diario di marca, in classe si sente “out“ e vincola la famiglia. E` un problema di ordine sociale difficile da controllare per i genitori, come per il cellulare“. Codacons ed Intesa dei consumatori hanno stilato una sorta di vademecum per risparmiare, invitando le famiglie a sottrarre i figli, per quanto possibile, alla martellante pubblicità tv di questi giorni. Impresa non da poco. Intanto, per risparmiare sollecitano a guardare con più solerzia tra gli scaffali dei supermercati anche se, considerando il rapporto prezzo-qualità, i vantaggi si riducono a pochi euro. “Il corredo scolastico basic non ha subito aumenti – precisa la titolare di un negozio specializzato di cartolibreria di Perugia – basti pensare al maxi quaderno (con fogli più spessi) che nel 2001 costava 2.800 lire ed ora 1,50 euro. Non è corretto propagandare super ed ipermercati quando si parla di prodotti di qualità diversa: bisogna infatti vedere se lo zainetto da 30 euro della grande distribuzione è imbottito come quelli dei negozi specializzati“. Per i quali, in molti casi, il prezzo è “imposto“ dalle case produttrici (vedi Invicta, Seven, Onyx). Altro capitolo le tasse (46 euro per il ginnasio) ed i trasporti scolastici. Per i bus, il Codacons parla di “ultima mazzata“ e di “tariffe da ridiscutere con gli enti locali“. Intanto, per un abbonamento Apm urbano ed extraurbano, i genitori devono essere pronti a sborsare altri 263 euro.
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