18 Agosto 2011

Scuola, ultimatum dei presidi alla Regione

Scuola, ultimatum dei presidi alla Regione
 

Questa volta la richiesta assume i contorni dell’ aut aut: «La Regione Lazio deve rimborsare le scuole che hanno aderito ai suoi bandi». L’ associazione nazionale presidi (Anp) ha inviato una lettera alla presidente della Regione Renata Polverini e all’ assessore al Bilancio Stefano Cetica. «Nonostante le numerose sollecitazioni – scrivono Antonino Petrolino e Mario Rusconi, rispettivamente presidente dell’ Anp Lazio e dell’ Anp Roma – non sono ancora state liquidate le somme riguardanti i progetti che la Regione ha affidato alle scuole partecipanti». Riferiscono i presidi: nell’ ultimo lustro, la Pisana ha messo a bando una serie di iniziative che le scuole hanno sottoscritto ma per le quali non hanno ancora ricevuto i (promessi) finanziamenti. Parliamo di progetti extracurriculari: corsi di musica o teatro, moduli educativi «contro il bullismo» e istituzione di sportelli di sostegno psicologico per gli studenti. Secondo l’ Anp sono almeno 40 gli istituti romani che attendono i finanziamenti regionali. Le somme non erogate dalla Pisana, dicono i presidi, si attestano attorno al milione di euro. Le scuole sono in stand by dal 2007 (altri mancati rimborsi riguardano i bandi del 2008 e del 2009). «Noi aspettiamo 30 mila euro – spiega Mario Rusconi, dirigente dello scientifico Newton – Non abbiamo potuto pagare la psicologa che ha lavorato a scuola». E c’ è il caso dell’ istituto tecnico «Federico Caffè», a Monteverde, che vanta un credito con la Regione pari a 140 mila euro. Somme che, aggiunte alle spese anticipate dagli istituti e non ripianate dal ministero dell’ Istruzione, palesano bilanci non floridi per il nuovo anno. «I dirigenti hanno anticipato i fondi prelevandoli dalle casse interne – ribadiscono Rusconi e Petrolino – utilizzando anche i contributi volontari dei genitori». Un particolare di non poco conto. I contributi versati dalle famiglie, infatti, sono vincolati e dovrebbero essere utilizzati solo per «arricchire l’ offerta didattica». «I genitori nei consigli d’ istituto – rilanciano Rusconi e Petrolino – potrebbero criticare l’ uso "improprio" del contributo volontario, destinato al miglioramento dell’ offerta formativa e non al risanamento del bilancio della Regione Lazio». Senza il contributo delle famiglie l’ attività delle scuole sarebbe ferma? «Pagati gli stipendi, senza il contributo i bilanci sono in profondo rosso» conferma Rusconi. Non solo, i presidi temono una valanga di ricorsi per i contratti non rispettati. «Alcune scuole, senza soldi, non sono riuscite ad anticipare le somme e a liquidare le associazioni e i professionisti che hanno svolto le attività progettuali – sottolinea Rusconi – Molti di questi enti minacciano l’ intervento del giudice del lavoro». L’ Anp potrebbe far partire, il primo settembre, una sorta di «class action» contro la Regione Lazio qualora le somme dovute non venissero erogate. «Con il Codacons invieremo una diffida – conclude Mario Rusconi – e se entro un mese non otterremo risposta avvieremo un’ azione legale». Gli uffici regionali competenti fanno sapere: «Dalla lettera non capiamo a quali bandi si riferiscono i presidi». Altrettanto caustica la contro-replica dell’ Anp Roma: «La Regione sa, non ci prenda in giro».

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