Scuola, torna in classe uno studente su due Resta il caos sulla Ddi
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
Paola COLACI Scuole dell’infanzia elementari e prima media: oggi in Puglia si torna a fare lezione in presenza. Ripresa delle didattica in remoto al 100%, invece, per gli studenti di seconda e terza media e per le superiori. Così ha previsto il governo Draghi a mezzo Decreto legge per le regioni in zona rossa. Ma in Puglia è già caos. Si, perché in regione i genitori degli alunni che frequentano le scuole dell’infanzia elementari e prima media – unico caso in Italia – potranno scegliere di tenere comunque i figli a casa in Ddi (Didattica digitale integrata). Possibilità garantita attraverso l’ordinanza di Pasqua del governatore Michele Emiliano – la quindicesima dallo scorso ottobre – in deroga alle previsioni del governo che ha invece stabilito la riapertura delle scuole anche in zona rossa. Una decisione, quella di Emiliano, giustificata dal numero dei contagi in costante aumento anche nelle fasce di età comprese tra 0- e 6- anni, secondo il report allegato all’ordinanza Ma la scelta del governatore ancora una volta sembra aver prodotto come unico effetto il solito “stato confusionale” sulla scuola pugliese. Sui siti internet delle scuole, tra le chat delle mamme e sulle caselle di posta elettronica delle famiglie, infatti, dirigenti scolastici hanno trasmesso moduli da compilare per richiedere la Ddi. Ma c’è anche chi si è spinto oltre e, come nel caso di alcuni istituti in provincia di Brindisi, ha deciso di rinviare le lezioni in presenza di un giorno per garantire ai genitori più tempo per esercitare l’opzione della didattica digitale “a richiesta. ancora, c’è chi tra dirigenti scolastici e docenti ha “suggerito” di tenere i figli a casa ancora per un po’ confidando “nel senso di responsabilità”. almeno sino a quando la macchina organizzativa nelle scuole non sarà rodata. E ancora, se in alcuni istituti l’ultimatum per scegliere tra Ddi e lezioni in presenza scadeva già ieri, in altre scuole il termine ultime è fissato alla giornata di oggi. Intanto sindaci e amministrazioni comunali hanno avviato le procedure di sanificazione per riportare in classe gli studenti in sicurezza. Anche se in realtà a sedere tra i banchi della primaria sarà solo un alunno su due, secondo le stime di Anp (Associazione nazionale presidi). Percentuale di presenze più bassa – intorno al 30- – per gli studenti di prima media. «Ancora una volta i dirigenti scolastici e docenti si ritrovano a gestire una situazione a metà, tra studenti in classe e alunni collegati da casa in Ddi – ha commentato il presidente regionale di Anp Roberto Romito – Stesso meccanismo della scuola a scelta che era in vigore in Puglia sino a marzo. Opzione della Ddi a richiesta che questa volta, però, potrebbe essere scelta da un numero superiore di famiglie a causa di un timore maggiore del contagio. Del resto, nell’emettere l’ordinanza la Regione ha calcato l’accento proprio su questo aspetto: la maggiore circolazione del virus anche nelle scuole. Mi chiedo, però, come abbia fatto il virus a diffondersi nelle scuole con tale velocità se nelle ultime settimane gli istituti pugliesi sono rimasti chiusi». Il numero uno di Anp Puglia continua poi a sottolineare come l’ordinanza pugliese questa volta rischi di essere impugnata non più solo dalle famiglie o da associazioni quali il Codacons. Ma direttamente dal governo. Stessa ipotesi avanzata già lunedì dal sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso. «Sull’ordinanza del governatore Michele Emiliano il Ministero dell’Istruzione già nelle prossime ore aprirà un’approfondita riflessione aveva anticipato a Quotidiano l’esponente di governo della Lega. al momento non sarebbe ancora e esclusa l’ipotesi che proprio il Miur possa decidere di impugnare il dispositivo regionale sulla scuola firmato dal Emiliano la sera di Pasqua. Ordinanza che andrebbe ben oltre, infatti, rigidi paletti fissati dal governo nel Decreto legge di aprile per il ritorno in classe degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Si saprà di più, comunque, nelle prossime ore. «Già domani (oggi, ndr) avrò modo di confrontarmi con il ministro Patrizio Bianchi e approfondire la questione relativa all’ordinanza pugliese» ha confermato nel pomeriggio di ieri Sasso. Già ieri mattina, tuttavia, alcuni comitati di genitori avevano scritto al presidente dell’Anci Antonio Decaro, ai prefetti, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Mario Draghi e al ministro dell’Istruzione Bianchi, chiedendo «di chiarire ai sindaci pugliesi la corretta interpretazione e applicazione della norma» che consente deroghe al decreto del Governo «solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità», per «evitare l’ennesima discriminazione ai danni degli studenti della nostra regione, già troppo a lungo penalizzati da immotivati provvedimenti restrittivi».
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