22 Settembre 2001

Scuola, rivolta contro gli zaini

Scuola, rivolta contro gli zaini

Un parere assurdo se si tiene conto dei limiti fissati in Europa». Una questione di non poco conto, anche alla luce dei risultati di uno studio commissionato dal Codacons attraverso il quale si è scoperto che il 30% dei bambini di 10 anni risulta “portatore di atteggiamenti scoliotici“ e l`8% presenta patologie di scoliosi. «A queste età – spiega Maurizio Rossi, fiasiatra – i bambini non hanno una muscolatura tale da sopportare a livello vertebrale certe masse di libri». E, se al peso si aggiunge un cattivo modo di portare le borse, i rischi aumentano. «Caricare la borsa su una sola spalla, ad esempio, comporta uno sbilanciamento che induce il ragazzino ad assumere posture sbagliate. Per controbilanciare il peso si tende a piegare la schiena in avanti o lateralmente». Un atteggiamento che, alla lunga, può portare a forme di cifosi e scoliosi. Secondo Giuseppina Tanzi, il reumatologo che ha condotto lo studio su un campione di alunni di elementare esposti a tale rischio, «il peso medio dello zaino non dovrebbe superare 2,5 chilogrammi per bambini di prima elementare e 4 per gli studenti di quinta». Limite che, secondo il fisiatra perugino, può essere elevato a 6 chilogrammi per i ragazzi di scuola media. «Il nostro consiglio – sostiene Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – è quello di utilizzare il “trolley“, un carrellino che permette di trasportare pesi senza affaticare la schiena“.
La scuola presta attenzione al problema anche se non è sempre facile trovare un modo concreto per prevenire certe anomalie e sensibilizzare insegnanti, genitori e studenti. Alle elementari si cerca di rispondere con una corretta informazione, inserendo la questione tra le priorità dell`educazione sanitaria. «Abbiamo costituito gruppi di lavoro – spiega Rossano Caldari, direttore del 3° Circolo didattico di Perugia – per sollecitare gli insegnanti a selezionare il materiale. Si è anche cercato di sensibilizzare i bambini sulla salute trasformando il problema-zaini in uno dei principi educativi principali». Un percorso simile a quello scelto nel 1° circolo perugino nel quale i genitori hanno più volte evidenziato “borse troppo voluminose“: «La questione – spiega il direttore Gabriele Goretti – è stato oggetto di riflessione ed è stato inserito in un questionario su alcuni aspetti organizzativi del circolo».

Discorso diverso per la scuola media, dove il peso dei libri si fa sentire in misura maggiore. «I ragazzi passano dai sussidiari a 7-8 discipline con altrettanti volumi – dice Giovanni Pucciarini della Cisl scuola – e gestire le ore di lezione diventa più complicato. Serve coordinamento tra i docenti e l`editoria scolastica, con scelte più ragionate, scegliendo volumi separati piuttosto che tomi unici». Il monitoraggio del contenuto degli zaini è una priorità dei dirigenti di scuola media: «I ragazzi – dice Natale Agostini, preside della “Carducci“ di Perugia – non capiscono cosa devono portarsi dietro ogni giorno e nello zaino ci finisce di tutto. Cellulari compresi. Abbiamo chiesto agli insegnanti che i libri più ingombranti vengano lasciati a scuola o portati a turno».
Il ruolo di presidi e professori si rivela “strategico“ anche nella scelta iniziale dei testi. «Una selezione iniziale c?è stata – continua Agostini – preferendo testi divisi per i tre anni». Buoni propositi di inizio anno che spesso però vengono disattesi già dopo il primo mese di scuola. «Oltre a richiami, avvertimenti dei medici e colloqui con i genitori – aggiunge Pucciarini – dovrebbe essere il buonsenso dell`intera collettività scolastica ad aiutare i ragazzi». Cominciando con lo scegliere libri meno ingombranti o, come gesto simbolico, posizionando una bilancia pesa-zaini nell`atrio della scuola. «Un`idea – conferma Antonella Ubaldi, dirigente della scuola media “Marconi“ – da non sottovalutare».

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