Scuola, Renzi scuote i sindaci Brescia apprezza. E aspetta
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fonte:
- Corriere della Sera
Una piano per l’ edilizia scolastica che resti negli annali. È l’ ambizioso obiettivo che il presidente del consiglio Matteo Renzi annuncia nella lettera inviata ai sindaci italiani, cui chiede di rendere noti in tempi rapidi progetti di interventi, spese stimate e modalità di finanziamento previste per rimettere mano alle tante scuole che hanno bisogno di essere rimesse a posto. In cambio – scrive – «noi cercheremo nei successivi quindici giorni di individuare le strade per semplificare le procedure di gara, che come sapete sono spesso causa di lunghe attese burocratiche, e per liberare fondi dal computo del patto di stabilità interna». Nobile l’ intento, ma le polemiche sono già forti: «Un’ operazione di marketing» per il presidente del Codacons Carlo Rienzi, mentre il presidente dell’ Unione delle Provincie italiane Antonio Saitta osserva che le «priorità sono già note» e invia un primo elenco di oltre 250 subito cantierabili che con il Decreto del Fare non hanno ricevuto finanziamenti perché i soldi erano troppo pochi. Brescia registra reazioni più positive, anche la lettera per ora è stata recapitata a pochi. Non a Emilio Del Bono, per esempio, che rileva: «Il governo non paga la ristrutturazione, ma lascia la possibilità di liberare i fondi dal computo del patto di stabilità, e questo non è il problema che abbiamo noi». «Avevo già scritto a Monti per chiedere la deroga del patto di stabilità e poter spendere i soldi dei Comuni ma non ho avuto risposta – dice il sindaco di Lonato Mario Bocchio (centrodestra) – Di qualche intervento noi avremmo bisogno: la scuola elementare presenta aspetti critici e la materna di Maguzzano è stata chiusa dopo il terremoto. Dubito arrivino soldi, sarei già contento se potessi derogare dal patto di stabilità». «Non abbiamo grandi problemi – spiega invece il sindaco di Breno (centrosisnistra) Sandro Farisoglio – ma approfitteremo dell’ opportunità. Speriamo solo che ci siano fatti concreti». «Bene la deroga al patto di stabilità, lo dico da sempre – sottolinea il sindaco di Leno Pietro Bisinella (Pd) – ma non solo per l’ edilizia scolastica, per le politiche sociali in genere. Noi abbiamo otto plessi, non siamo messi male, ma qualche intervento si può fare». «Mettere al centro la scuola va benissimo – sottolinea Patrizia Avanzini (centrosinistra), sindaco a Padenghe – Qui abbiamo qualche edificio forse un po’ datato, ma nessuna situazione critica». Analoghe le considerazioni del primo cittadino di Orzinuovi Andrea Ratti (centrosinistra): «I miei predecessori hanno lavorato bene, non abbiamo grandi problemi, e proprio lunedì inizieranno i lavori da 450 mila euro per sistemare l’ edificio di Coniolo: un finanziamento del Cipe che risale al 2010». «Per la scuola La Pira, dove è crollato il soffitto a fine gennaio, abbiamo ottenuto un finanziamento di 300 mila euro dalla Regione – spiega Massimo Ottelli, sindaco di Sarezzo – Altri 300 mila li abbiamo stanziati per la messa in sicurezza delle altre due scuole. Ma se si potesse derogare dal patto di stabilità sarebbe proprio utile». «Non abbiamo situazioni particolari e non vorrei sottrarre risorse a chi ne ha bisogno – osserva il sindaco di Gavardo Emanuele Vezzola (centrodestra) – L’ iniziativa è comunque meritoria e ci auguriamo tutti riesca davvero a sbloccare le risorse». Sferzante il giudizio del senatore e sindaco leghista di Chiari Sandro Mazzatorta: «Un’ iniziativa elettorale. Ogni Comune ha già il suo ciclo di interventi programmati, disciplinati e regolamentati. E poi, chiedo, l’ elenco degli interventi nelle scuole il ministero dell’ istruzione li ha già in mano: poteva telefonare lì, che bisogno c’ era di mandare la mail ai sindaci?». Franco Claretti, sindaco leghista di Coccaglio, si augura che quella di Renzi non sia solo una boutade: «Abbiamo già iniziato i lavori sul risparmio energetico nella scuola elementare: 1,5 milioni di euro, in parte nostri e in parte della Regione». Thomas Bendinelli.
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