Scuola, precari contro i ministri In arrivo la class action dei 300
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fonte:
- La Provincia di Como
Scuola, centinaia di precari comaschi contro il ministero. Parliamo degli insegnanti con almeno tre contratti annuali di fila, pronti a dare battaglia – sulla scorta dei ricorsi partiti a livello nazionale – per ottenere l’ immissione in ruolo e la ricostruzione della carriera ai fini previdenziali e retributivi. I ricorsi fioccano e hanno una un’ elevata probabilità di successo, tanto che dopo la vittoria ottenuta a Genova da 3 docenti (si sono visti riconoscere 30mila euro a testa), il ministro Gelmini sta valutando la possibilità – per evitare risarcimenti pari a 3 miliardi di euro in tutta Italia – di assumere per gradi tutti i precari (65mila), coprendo quelle cattedre che ogni anno vengono assegnate proprio con contratti a tempo determinato. Gli insegnanti comaschi da un lato si augurano che quest’ ultima ipotesi possa concretizzarsi, dall’ altro portano avanti i ricorsi seguendo strade diverse. La prima è la class action del Codacons, già partita con la diffida inviata ai ministri Gelmini (nella foto) e Brunetta (proseguirà con il ricorso al Tar del Lazio). Le adesioni a livello nazionale sono già 30mila, con la Lombardia a quota 3.269 in Lombardia e una stima di 190 in provincia di Como. Sono invece 94 i comaschi che hanno deciso di seguire le indicazioni della Flc Cgil, come spiega il segretario Giacomo Licata: «I nostri legali non credono nella possibilità della class action nei confronti della pubblica amministrazione e stiamo quindi predisponendo singole cause da discutere davanti al giudice del lavoro». Proprio nelle ultime ore si sono riuniti questi insegnanti: «Hanno già impugnato il contratto – chiarisce Licata – sulla base della legge che stabilisce l’ impossibilità di reiterare contratti a termine per più di tre anni. A questo punto ci sono 270 giorni di tempo per la causa in tribunale e sarà identica a quella vinta dai docenti di Genova, che non hanno ottenuto l’ immissione in ruolo perché il giudice ha stabilito che spetta la ministero, ma si sono comunque conquistati un risarcimento. Questa valanga di ricorsi partiti in tutta Italia – sottolinea Licata – ha già ottenuto in ogni caso un risultato importantissimo, ha cioè spinto il ministero a prendere in considerazione l’ ipotesi di stabilizzare tutti i precari. La nostra azione si sta rivelando doppiamente utile». La mossa del Codacons e quella della Cgil, peraltro, non si escludono a vicenda: «Anche chi ha già avviato o intende avviare l’ azione individuale dinnanzi al tribunale del lavoro, può aderire alla class action – spiega l’ associazione – in quanto si tratta di cause del tutto indipendenti». Non a caso, lo stesso Codacons sta per attivare a sua volta «migliaia di ricorsi al tribunale del lavoro».
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