‘Scuola per sordomuti, sciopero della fame contro la chiusura’
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«COME VEDE sta venendo giù il diluvio universale. Ma io da qui non mi muovo». Franca Olive ha deciso di fare lo sciopero della fame e della sete. Un gesto estremo per gli studenti del Tommaso Pellegrini, l’ istituto per sordomuti a sud di Modena che rischia di chiudere. Fra loro c’ è anche suo figlio. «Ha sedici anni – racconta -, viene qui da quando ne aveva uno. Al Pellegrini ci sono i suoi amici, le sue speranze». C’ è la sua vita. La signora Olive ha partecipato, nelle ultime settimane, alle iniziative di protesta organizzate dai genitori e dagli insegnanti della scuola insieme al Codacons. Obiettivo: capire che ne sarà di quelle mura amiche, che a causa di un buco di bilancio potrebbero svuotarsi. «Sono più di 150 anni – dice la Olive – che al Pellegrini si aiutano i sordi. La scuola ha dato tantissimo a questi ragazzi, è una seconda casa per loro, così familiare. Negli occhi e nel cuore ha l’ esperienza di suo figlio, i suoi sorrisi dopo la scuola: «Da quando ha saputo che la scuola rischia di chiudere (non dice mai ‘ chiuderà’ , non vuole nemmeno pensarci, ndr ) è nero di rabbia. E’ preoccupato, perché sa che questo posto sa dare delle opportunità a chi non sente». La Olive spiega con un esempio: «Tutti i ragazzi che sono usciti dal Pellegrini – dice – oggi lavorano. E continuano a frequentare l’ istituto, vengono al circolo, si incontrano. Lo ripeto: è la loro seconda casa». La donna è battagliera: «Rimarrò qui – sbotta – fino a quando qualcuno non verrà a parlare con me e non mi spiegherà. Agli incontri sono sempre venuti a confrontarsi con noi genitori i portavoce dei portavoce, nessuno ci ha dato risposte certe. Io, francamente, mi sono stancata». Da quando si parla di chiusura dell’ istituto, la Olive non ha mancato neanche un appuntamento con la dirigenza, spendendosi per evitare il peggio: «La cosa che temo di più – dice – è che l’ edificio del Pellegrini interessi a qualcuno in particolare. E’ in una zona molto bella, ed è di pregio. Non mi sembra un’ ipotesi così assurda». In effetti in questi giorni convulsi per la scuola, è circolata anche questa versione: c’ è chi dice che la sua chiusura potrebbe essere collegata al business, a un affare immobiliare. Una tesi che disgusta i genitori, come spiegano i cartelli che hanno appeso dappertutto: «Il futuro dei bimbi non può essere solo un costo». DISGUSTA i genitori e disgusta anche Mauro Manfredini, consigliere regionale della Lega nord che appena sente «odore di ingiustizia» piomba sempre come un falco. Ieri è stato il primo ad arrivare al Tommaso Pellegrini e a parlare con la donna. «Qui ci sono troppe cose che non tornano – dice l’ esponente del Carroccio – I sordomuti non possono essere allontanati da questo istituto, non lo permetteremo. Domani stesso (oggi, ndr ) porteremo il caso a Roma, al ministero dell’ Istruzione. Non siamo disposti a cedere, faremo tutte le verifiche necessarie». Sono i bilanci – secondo Manfredini – la prima cosa da verificare. «Secondo noi – dice – l’ immobile interessa a qualcuno». Anche in Comune si parlerà presto dell’ affaire Pellegrini: ieri il consigliere di Modenacinquestelle Vittorio Ballestrazzi ha chiesto di poter visionare «i bilanci degli ultimi cinque anni della Fondazione Tommaso Pellegrini e le relative relazioni dei revisori dei conti. Si chiede anche – scrive Ballestrazzi – il nome del rappresentante del Comune degli ultimi cinque anni nominato dal sindaco nel consiglio di amministrazione». Elementi che dovrebbero aiutare a fare luce su una faccenda davvero spiacevole.
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