Scuola, per ogni posto di ruolo ci saranno 30 prof in gara
ROMA LA CAVALCATA dei ?giovani’ che puntano a diventare docenti di ruolo si è fermata a quota 321.210 domande per 11.542 posti disponibili (un posto per ogni 30 candidati) eun’ età media dei partecipanti attorno ai 38 anni. Il che deve far pensare sul «concorsone» che l’ altro giorno ha chiuso il primo step con la scadenza dei termini per l’ iscrizione. A calcoli fatti, occorrerebbe valutare che quasi tutti gli aspiranti sono donne (258.476) e provengono, in larga parte, dal Sud Italia visto che il 51% dei posti disponibili è nel Meridione. Due terzi degli aspiranti non è iscritto alle graduatorie a esaurimento mentre 106.757 ne fanno parte. Le domande si distribuiscono in modo omogeneo per ordini di scuola: dell’ infanzia, primaria, media, superiore. L’ ETÀ MEDIA dei candidati per le donne è di 38,4 anni, per gli uomini è superiore: 40 anni. La maggior parte dei candidati ha un’ età compresa tra i 36 e i 45 anni. Ma c’ è anche una fetta di quasi 3mila aspiranti che supera i 55 anni. Sulla distribuzione geografica va precisato che circa la metà delle domande, 164.827, ovvero il 51,3%, riguarda posti disponibili al Sud con la Campania in testa per numero di aspiranti: 56.773. Per il Nord la percentuale si ferma al 29,3% e ancora più bassa quella del Centro: 19,4%. I futuri professori ora dovranno attendere le date delle altre prove. Il 23 novembre il Ministero renderà nota una lista di domande entro le quali sono comprese le 50 che dovranno essere risolte in 50 minuti. Tutto si svolgerà entro Natale mentre a febbraio ci sarà la prova scritta. Successivamente, si terranno gli orali. Non poche le polemiche che accompagnano il «concorsone» fin dall’ inizio. Il Codacons si prepara al ricorso contro i termini di chiusura delle iscrizioni. Secondo l’ associazione dei consumatori già 1.640 persone hanno dato mandato per contrastare le date fissate dal Ministero. La possibilità di ricorrere attraverso il Codancos è valida fino al 24 novembre. Polemici i sindacati con Mimmo Pantaleo della Cgil: «I numeri confermano che tutto questo risponde solo alla demagogia di un ministro che ritiene il lavoro non un diritto ma una lotteria a premi». Dito puntato anche da parte dei precari. Loro affidano al web la rabbia e parlano di «truffa e fregatura». «Molti laureati over 40 che facevano altro e che sono stati licenziati a causa della crisi si sono iscritti avvalendosi della deroga sulle abilitazioni. Alla faccia del merito, delle competenze e della professionalità». s. m.
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