Scuola, oggi l’udienza dinanzi al Tar I genitori avvertono: allo scaricabarile
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
Bari- I numeri parlano chiaro. La Puglia, già prima della pandemia da Covid-19, registrava una dispersione scolastica del 26%, con l’emergenza sanitaria oltre la metà degli studenti pugliesi non è riuscita a connettersi a e a seguire le lezioni a distanza durante il lockdown della primavera scorsa e una percentuale di minori, il 31%, è in condizioni di povertà tale da non avere neanche gli strumenti di base. In questo scenario è attesa l’udienza collegiale prevista oggi dinanzi al Tar Puglia per discutere sulla sospensione dell’ordinanza regionale che il 28 ottobre scorso ha chiuso tutte le scuole di ordine e grado, avviando la didattica a distanza tranne che per le scuole dell’infanzia. La terza sezione del Tar di Bari, presieduta da Orazio Ciliberti, il 6 novembre scorso ha infatti accolto il ricorso del Codacons Lecce e di un gruppo di genitori, difesi rispettivamente dagli avvocati Luisa Carpentieri e Pietro Quinto, contro il provvedimento del governatore Michele Emiliano. Il presidente della Regione, ottemperando con successiva ordinanza, alla decisione del Tar, ha lasciato però facoltà alle famiglie di scegliere tra dad e rientro in aula. Ad oggi le scuole pugliesi dell’obbligo sono aperte, ma garantiscono la didattica a distanza sincrona a macchia di leopardo. Nella memoria presentata dall’avvocato Quinto, che naturalmente chiede con la collega la conferma della sospensiva, ci sono alcun punti fermi a favore delle lezioni in presenza, tra cui «l’inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad adottare la didattica a distanza, il contrasto con la decisione del Governo di tenere aperte tutte le scuole dell’obbligo in Italia, anche quelle classificate come rosse, per salvaguardare il diritto all’istruzione nei riguardi degli alunni più piccoli, il fatto che sospendere la didattica in presenza nelle scuole ha dei costi certi ma benefici molto incerti. La scuola – rileva Quinto nella memoria – era un’emergenza prima della pandemia, oggi è un dramma che se non affrontato avrà effetti devastanti e duraturi. La chiusura delle scuole, soprattutto delle scuole elementari, costituisce penalizzazione maggiore degli studenti vulnerabili e di quelli provenienti da contesti socio-economici più svantaggiati». Quanto all’aspetto sanitario, «la didattica in presenza non impedisce, come avvenuto in alcuni comuni – fa notare l’avvocato – che i sindaci possano emanare ordinanze contingibili e urgenti per la chiusura dei plessi scolastici».
La decisione del ministero dell’Istruzione, che pure si è costituita in giudizio contro la Regione, di non presentare in sede di udienza collegiale neppure una memoria, rafforza l’idea nei comitati dei genitori che «la Puglia sia stata dall’inizio sulla vicenda scuola una specie di cavallo di Troia – commenta Terry Marinuzzi del Coordinamento dei genitori attivi “La Scuola che vogliamo – scuole diffuse in Puglia – con un rimpallo di responsabilità inaccettabile. Ancora una volta chiediamo che non siano i tribunali ma la politica a decidere del futuro prossimo dei nostri ragazzi».
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