23 Febbraio 2021

Scuola, nuovo esposto Codacons «Istruzione e lavoro calpestati»

L’ordinanza  regionale  che  ha  disposto  fino  al  marzo  la  didattica  digitale  integrata  (Ddi)  al  100%  in  tutte  le  scuole  pugliesi  rappresenta  una  «compressione  del  diritto  fondamentale  all’istruzione  con  una  «oggettiva  ricaduta  delle  misure  adottate  sulla  crescita,  maturazione  socializzazione  degli  studenti,  obiettivi  propri  dell’attività  scolastica,  che  risultano  vanificati  senza  alcuna  possibilità  di  effettivo  ristoro».  Lo  scrive  l’avvocato  Luisa  Carpentieri  nel  ricorso  presentato  al  Tar  Puglia,  per  conto  del  Codacons  Lecce  di  un  gruppo  di  genitori,  per  chiedere  l’annullamento  previa  sospensione  della  sua  efficacia,  dell’ultima  ordinanza  sulla  scuola  firmata  dal  presidente  Michele  Emiliano.  presidente  della  Regione  – si  legge  nel  ricorso  – ha  stabilito  la  chiusura  totale  di  tutte  le  scuole  di  ogni  ordine  grado  senza  alcun  riguardo  alle  evidenze  epidemiologiche,  quanto  meno,  senza  esplicitare  motivi  epidemiologici  secondo  quali,  all’interno  di  una  regione  “gialla”,  l’unica  attività  di  rango  costituzionale  che  non  possa  essere  effettuata  in  presenza  è  la  scuola».  quattro  mesi  dalla  prima  ordinanza,  sottolinea  il  Codacons,  l’unica  certezza  è  «che  finora  le  scuole  non  sono  state  dei  cluster  di  contagio,  non  più  di  quanto  lo  siano  stati  altri  luoghi  in  cui  si  riunisce  gente».  Per  questo  «si  confonde  il  mezzo  con  lo  scopo.  Lo  scopo,  ovviamente,  è  ridurre  contagi.  Il  mezzo,  per  il  presidente  della  Regione  pare  essere  solo  l’esclusione  della  didattica  in  presenza».  Come  noto  il  Codacons  Lecce  ha  già  presentato  ricorso  contro  le  precedenti  ordinanze,  non  ottenendo  ragione  in  virtù  anche  della  durata  breve  scadenza  dei  provvedimenti  regionali.  Secondo  ricorrenti  se  la  salute  è  un  diritto  fondamentale,  «lo  stesso  deve  dirsi  del  diritto  all’istruzione  «in  questo  gioco  al  massacro  dei  diritti  costituzionalmente  garantiti,  farne  le  spese  è  anche  un  altro  diritto  fondamentale,  quello  al  lavoro,  sia  dei  genitori,  dilaniati  nella  scelta  impossibile  tra  famiglia  lavoro,  sia  dei  docenti,  costretti,  nel  continuo  balletto  delle  ordinanze,  reinventare  la  didattica  quasi  settimanalmente».  «Emiliano  in  un  anno  non  è  stato  in  grado,  insieme  ai  suoi  assessori  Leo  Lopalco,  di  disegnare  un  piano  che  garantisse  diritto  all’istruzione  diritto  alla  salute  senza  compromettere  l’una  l’altra  accusa  il  deputato  Marcello  Gemmato,  coordinatore  regionale  Fratelli  d’Italia  Puglia,  secondo  il  quale  «in  un  anno  non  c’è  stato  un  investimento  per  la  gestione  dell’emergenza  ma  solo  provvedimenti  più  meno  ruota  degli  altri,  più  meno  ruota  dei  numeri.  Nessuna  evidenza  scientifica,  oltretutto,  attribuisce  alle  scuole  la  causa  di  diffusione  del  virus».  «Dopo  che  non  si  è  fatto  nulla  per  mesi,  adesso  Emiliano  ci  vuole  fare  credere  che  con  quindici  giorni  di  vaccinazioni  tappeto  il  problema  sarà  risolto!»  attacca  la  de-  pugliese  di  Forza  Italia,  Veronica  Giannone.  «Vorrei  capire,  invece,  perché  non  sono  stati  organizzati  dei  protocolli  di  prevenzione  controllo,  partendo  dai  tamponi  rapidi  per  studenti,  docenti  per  il  personale  scolastico  – dice  – per  garantire  la  didattica  in  presenza  in  piena  sicurezza  per  tutti.  Ancora  una  volta,  si  usa  la  scuola  come  “capro  espiatorio”  per  nascondere  il  completo  fallimento  del  sistema  dei  tracciamenti,  dei  trasporti…  insomma,  per  nascondere  un  vero  proprio  disastro». 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this