Scuola, l’ idea di Poletti troppi tre mesi di vacanza
-
fonte:
- Il Secolo XIX
ROMA. Una frase, buttata lì, che ha innescato mille polemiche. Ma che forse ha svelato i piani del governo se, poco dopo, il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini, ha confermato che nel ddl “Buona Scuola” l’ alternanza scuola -lavoro sarà uno dei punti forti. Ma l’ uscita di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, ha spiazzato molti. Professori, presidi, insegnanti e soprattutto studenti. L’ idea è semplice, e neanche troppo innovativa: ridurre il numero delle vacanze estive degli studenti. «Un mese di vacanza va bene, ma non c’ è un obbligo di farne tre», dice a un convegno il ministro che poi aggiunge: «Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione». Per il titolare del Welfare, si tratta di una «discussione che va affrontata». Anche perché «i miei figli d’ estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse» e sono cresciuti «normali, non sono speciali». Quindi, invece «di stare a spasso per le strade della città» qualcuno potrebbe andare «a fare quattro ore di lavoro». Tanto è bastato per dare la stura a commenti e interpretazioni varie. Con qualcuno che, leggendo tra le righe, ha visto dietro le parole del ministro addirittura un disegno politico per sfruttare gratuitamente il lavoro dei giovani. Sulla questione, però, Po letti ha trovato il sostegno dei presidi che hanno colto l’ occasione della «querelle» per rilanciare una delle loro battaglie. «Da anni, più o meno dai primi anni ’90, chiediamo che ci siano piani intelligenti per l’ utilizzo della risorsa “scuola” durante l’ estate» osserva Mario Rusconi, vice la, Francesco Scrima, che rivolgendosi al ministro dice: «Pensi a ridurre le amare “vacanze” dei senza lavoro». Se su una diversa modulazione delle vacanze è possibilista, il Codacons è assai perplesso, invece, per il riferimento di Poletti all’ impegno lavorativo dei ragazzi nel periodo di vacanza: «Più che spingere gli studenti a lavorare d’ estate, il ministro dovrebbe spingere le aziende ad assumere giovani e creare occupazione, attraverso provvedimenti specifici». Su una revisione del calendario è d’ accordo pure il Moige, il Movimento italiano genitori. «Un tempo così prolungato di inattività vanifica – spiega – gli sforzi d’ apprendimento fatti durante l’ anno scolastico e ridimensiona fortemente l’ impatto dello studio». Il timore della Cgil, invece, è che il ministro Poletti attraverso i decreti attuativi del Jobs Act, stia facendo «una riforma dell’ apprendistato che dequalifica l’ alternanza scuola lavoro e i percorsi formativi in obbligo di istruzione». Sulla stessa lunghezza d’ onda le associazioni studentesche che definiscono «allucinanti» e «deliranti» le parole di Poletti. «Sembra voler invitare gli studenti a lavorare d’ estate, preferendo lo sfruttamento alla formazione», chiosa Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’ Unione degli Studenti. «L’ ITALIA dei prossimi 50100 anni non sarà fatta dalla riforma del lavoro, che difendo, o la riforma della P.a., su cui ci giochiamo molto, o come le riforme istituzionali, ma poggerà sul modello educativo. Su questo ci giochia mo una delle chance di essere superpotenza mondiale». Così il premier Matteo Renzi alla Luiss School of government. «C’ è bisogno di una scommessa sulla scuola». Che aggiunge: «La nostra è una democrazia decidente.
carlo gravina
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SCUOLA
-
Tags: ministro del Lavoro, Poletti, scuola, vacanze
