1 Settembre 2014

Scuola, il via si avvicina Giannini: ora la riforma

Scuola, il via si avvicina Giannini: ora la riforma

ROMA Ancora una manciata di giorni e comincerà il nuovo anno scolastico per gli studenti. Per gli insegnanti, invece, partirà già questa mattina con il tradizionale Collegio dei docenti. Intanto, in attesa del rientro in classe, un drappello di studenti affronterà in questi giorni le verifiche per recuperare le insufficienze (i cosiddetti «debiti») che non hanno consentito la loro piena promozione a giugno, mentre le famiglie dovranno cominciare a metter mano al portafogli per acquistare libri, zaini, quaderni, diari e quant’ altro. Sullo sfondo, invece, resta la riforma della Scuola che dovrebbe approdare mercoledì in Consiglio dei ministri. Al suono della prima campanella (nella gran parte d’ Italia il 15 settembre) in classe entreranno quest’ anno, tra elementari, medie e superiori, 7.881.838 alunni, un numero in linea con quello dell’ anno precedente. Come al solito, a questi occorre aggiungere tutti gli alunni che frequenteranno le scuole paritarie e quelli di alcune regioni a statuto speciale. Coloro che hanno trascorso l’ estate sui libri sono parecchi: la percentuale dei «rimandati» infatti ammonta al 25,9% a livello nazionale. L’ anno di studi con il maggior numero di debiti scolastici è il secondo delle Superiori che fa alzare la media al 27,2%, mentre l’ indirizzo con il maggior numero di rimandati è quello tecnico: 29,8%. E il ritorno tra i banchi si traduce spesso in un salasso per i genitori. Solo per il corredo scolastico si dovrà mettere in conto – stima il Codacons – una spesa annua compresa tra i 450 e i 490 euro a studente, cui va aggiunta una spesa media per i testi scolastici tra i 300 e i 350 euro: totale da 850 euro. RIFORMA IN VISTA. In quest’ ottica cresce quindi l’ attenzione alla riforma della Scuola, le cui «Linee guida» dovrebbero riguardare la revisione delle supplenze, la valorizzazione del merito e l’ abbandono del precariato. Ma si parla anche di sponsor privati, aperture alle scuole paritarie e organico funzionale. Un ricco carnet il cui piatto forte sono le assunzioni: centomila è la cifra trapelata nei giorni scorsi. Di certo, però, se ne saprà di più mercoledì. Il ministro dell’ Istruzione Stefania Giannini ha invece tenuto a specificare che la riforma non è affatto rinviata. «Abbiamo solo fatto una scelta saggia», ha detto, «di non accumulare un tema importante con altri temi importanti. Con Renzi c’ è stato un lavoro comune di mesi. E no, i test di ingresso non sono il miglior strumento possibile per scegliere i migliori studenti per la facoltà di medicina». Intanto nelle scuole, ha sostenuto il ministro, gli insegnanti non sono abbastanza. «L’ organico è sottodimensionato», ha spiegato, «perché se c’ è una cosa veramente dannosa, è quando a inizio anno non sai se la classe di tuo figlio avrà un’ insegnante o se a metà anno l’ insegnante cambia perché non rientra nell’ organico di diritto». E, su questo, sugli insegnanti non ancora stabilizzati, ha chiesto di avere fiducia: «Aspettiamo di arrivare a mercoledì: credo che la fiducia nel governo Renzi sia meritata anche su questo punto». Mercoledì, dunque, quando si avranno notizie certe di una riforma frutto di un lavoro «serio e rigoroso con lo scopo di dare alla scuola quella dignità che si è un po’ appannata», ha concluso Giannini.

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