Scuola, il Tar sospende l’ordinanza tutti in classe
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
BARI. Le scuole pugliesi da oggi dovrebbero tornare al «fai da te», con lezioni in presenza (secondo quanto previsto dal Dpcm del 14 gennaio) ma lasciando alle famiglie la possibilità di chiedere la didattica a distanza. Si andrà avanti così, quasi certamente, fino alla fine dell’anno Dopo 48 ore di «Dad per tutti», il Tar di Bari impone alla Regione un dietrofront che rischia di mandare in tilt il mondo della scuola: il presidente Michele Emiliano annuncia una nuova ordinanza per sostituire quella sospesa dai giudici amministrativi. questo modo, scrive, si evitarà che già oggi «le scuole siano improvvisamente invase, mancanza di provvedimenti di regolazione sanitaria, da tutti gli studenti in presenza con danno gravissimo per la salute del personale scolastico in piena pandemia da “variante inglese” che ormai sta sostituendo le altre meno pericolose e meno contagiose». Il decreto monocratico emesso ieri dalla Terza sezione del Tar avrebbe infatti comportato da stamattina il rientro in classe degli alunni di elementari e medie (superiori al 50%): questo perché, ha scritto il presidente Orazio Ciliberti, l’ordinanza che aveva imposto la Dad al 100% (salvo consentire a ciascun istituto di scendere al 50% organizzandosi in modo autonomo) non era sufficientemente motivata, oltre che poco coerente con la classificazione della Puglia in zona gialla. «Se fosse vero che l’esigenza fondamentale è quella dichiarata di consentire la “attuazione del piano vaccinale degli operatori scolastici” – dice il decreto del Tar -, il provvedimento regionale impugnato dovrebbe avere una durata di efficacia molto più lunga; ciò ne evidenzia il difetto motivazionale o, quantomeno, l’incongruenza tra la premessa e la conclusione, riverberandosi in un vizio logico- ovvero in una carenza attitudinale della misura rispetto all’obiettivo perseguito». Ed ecco che ieri sera Emiliano ha annunciato «solo piccole modifiche che spero non incideranno troppo sull’assetto organizzativo che le scuole si erano già date per affrontare le prossime due settimane». Significa tornare alla didattica «a richiesta», cioè <«agganciando la durata della campagna vaccinale per le scuole al periodo di vigenza della ordinanza» e «rimuovendo il limite del 50% alla presenza contemporanea nelle classi» che secondo il Tar «è una soglia al di sotto della quale deve ritenersi non sufficientemente assolto, né garantito lo standard minimo dei servizi scolastici». Dunque (è sempre Emiliano che parla) si reintroduce «il diritto alla scelta della didattica integrata a distanza da parte delle famiglie che ne faranno richiesta», per evitare «che qualcuno possa essere costretto da interpretazioni errate a frequentare in presenza nonostante la grave pandemia in atto». Il ricorso accolto dal Tar di Bari era stato presentato dal Codacons di Lecce, che secondo la Regione non era legittimato a impugnare e che già aveva fatto saltare l’ordinanza del 28 ottobre, ma a sostegno della richiesta si sono costituiti anche due gruppi di genitori facendo venir meno ogni dubbio. Polemiche dal centrodestra: «Allarmare la popolazione senza mai supportare le scelte con dati scientifici – dice l’europarlamentare Raffaele Fitto – è un atto di grave irresponsabilità. Chiediamo al governo di porre fine a questa situazione commissariando con urgenza la gestione covid in Puglia».
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