Scuola, il governo garantisce sui precari Sindacati scettici: «Come li assumerà?»
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fonte:
- La Sicilia
ROMA. Il giorno dopo il mancato varo dei provvedimenti sulla scuola è un rincorrersi di rassicurazioni, timori e auspici. Sulle assunzioni – capitolo spinoso del pacchetto istruzione – il ministro, Giannini, garantisce che saranno rispettati «tutti gli impegni più volte elencati»; ribadisce che le immissioni in ruolo dipenderanno dal «fabbisogno della scuola»; e ammette che sì, ci saranno ancora, per un periodo molto limitato, supplenze perché serve «un periodo per mandare a regime una riforma complessa». Intanto, annuncia un finanziamento di venti milioni per ristrutturare i controsoffitti delle scuole. A darle man forte il ministro del Lavoro, Poletti: «La mia opinione, quella del presidente del Consiglio, e anche quella del ministro competente, è che il tema delle assunzioni dei precari vada risolto entro i termini che sono previsti per poter far lavorare le persone dal prossimo anno scolastico»: cioè, entro settembre. «Se è possibile ottenere questo risultato con un voto del Parlamento, benissimo; se non dovesse essere possibile, abbiamo altri strumenti e li useremo». Una delle ipotesi, senza la decretazione d’ urgenza, potrebbe essere quella di fare un pacchetto di assunzioni consistente per coprire il turn -over in maniera abbondante. Non centomila assunzioni, ovviamente, ma certamente parecchie di più di quelle fatte negli anni passati allo stesso fine, tra le 35 e le 50 mila, per risolvere almeno in parte il problema delle supplenze annuali. Una seconda tranche potrebbe essere poi incardinata nel ddl. Dai parlamentari – ai quali Renzi ha rinviato, appunto, la palla scegliendo lo strumento del ddl per tradurre in norme gli interventi annunciati – arrivano, intanto, le prime dichiarazioni d’ intenti. Centemero, responsabile scuola e università di Forza Italia, garantisce che il Parlamento «farà la propria parte con impegno e determinazione», ma avverte che non intende sostenere «una stabilizzazione in massa di precari, alcuni dei quali non insegnano da anni, con criteri che daranno vita a molti contenziosi». I penta -stellati, rispetto al reclutamento dei docenti, si dicono «pronti alla collaborazione con le altre forze politiche, al fine di rendere celere l’ iter parlamentare», ma per quanto riguarda la restante parte della riforma, ritengono che il Parlamento «debba prendersi tutto il tempo necessario per elaborare un progetto solido». Sul fronte sindacale restano parecchie perplessità. «Sarebbe interessante capire – ha affermato il segretario della Cisl, Furlan – qual è la misura che garantirà l’ assunzione dei precari: da settembre a oggi, infatti, è cambiata tante volte da risultare ora del tutto imprecisata». «La preoccupazione è sintetizza Camusso, segretario della Cgil – che, più in là si va nel tempo, meno è credibile che ci sia per il prossimo anno scolastico l’ effettiva stabilizzazione dei precari». E il Codacons non pare avere dubbi: «L’ unica strada per i precari è il ricorso ai tribunali». TIZIANA CAROSELLI.
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