9 Settembre 2010

Scuola, i sindacati: classi anche con 35 alunni

ROMATra tagli e carenze la scuola 2010-2011 apre i battenti – entro il 20 settembre le lezioni saranno avviate in tutta Italia, ma il 13 inizieranno in molte regioni – con classi dove in qualche caso si assiepano anche 35 alunni e con presidi «prestati» part-time da altri istituti. E sullo sfondo resta la questione organici: in questi giorni si stanno completando le nomine, ma tanti insegnanti temono di restare senza lavoro e da giorni il personale precario, docente e non, sta organizzando proteste e sit-in. Circa 10 mila docenti, ha segnalato la Uil scuola a ridosso dell’ avvio del nuovo anno scolastico, potrebbero non avere l’ incarico confermato. «Sono oltre duecentomila – ha ricordato Massimo Di Menna – gli insegnanti iscritti nelle graduatorie e per loro ogni anno si ripete la stessa storia. Master, corsi, diplomi, titoli, certificazioni, verifica dei punteggi: tutto serve per avere un posto in graduatoria e aspirare a lavorare». La situazione è resa più complessa – ha aggiunto – dai 25.600 tagli di organico del personale docente e 7.500 del personale Ata. C’ è carenza di presidi e, in attesa di rimpinguare gli organici, i dirigenti scolastici che ci sono dovranno tenere il piede in due staffe. Saranno, infatti, quasi 1.500 quest’ anno le «reggenze» in tutta Italia. Il che significa che circa il 15% delle scuole – con punte che sforano il 20% in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia, Abruzzo e Sardegna – saranno guidate da un preside titolare di un istituto limitrofo. E la situazione è destinata a peggiorare. L’ anno prossimo si potrebbe oltrepassare con facilità il tetto delle 2.000 reggenze –fa notare la Flc-Cgil – considerando che nel prossimo triennio si prevedono 700-800 «uscite» per pensionamento l’ anno. «E’ da irresponsabili – commenta il responsabile dei dirigenti scolastici della Flc, Giovanni Carlini – rimandare ulteriormente i concorsi, che già avrebbero dovuto essere banditi da tempo, incrementando così il numero delle «reggenze» con ricadute negative sulla gestione degli istituti che vedono assente una figura fondamentale per il governo della scuola in un momento delicato come è quello attuale. Infatti si sta avviando la riforma della scuola superiore e, nel contempo, si deve far fronte alle conseguenze di pesanti tagli: supplenze in ritardo, organici incompleti». Cresce, secondo quanto denunciano i sindacati, il numero delle megaclassi. I tagli hanno la diretta conseguenza di portare a un aumento del numero di studenti per classe. Numero che, per legge, non può superare i 25 alunni in ciascuna aula. «Per effetto della riforma Gelmini, invece – ha segnalato anche il Codacons – si arriva anche a superare la quota di 30 studenti per classe. Ciò rappresenta un rischio concreto per studenti e insegnanti, legato alla sicurezza delle classi, per le quali la normativa vigente prevede dei requisiti minimi di spazio per ciascun alunno». nascosto –>

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