SCUOLA: FIORONI, TETTO PER LIBRI, STUDIARE NON E`LUSSO
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fonte:
- Ansa
EDITORI PROTESTANO, NON CONVOCATI; CONSUMATORI,MULTE A CHI SFORA
(ANSA) – ROMA, 25 FEB – Studiare non può essere un lusso per
pochi. E rischia di diventarlo se i testi scolastici costano
troppo. Per questo il ministro Fioroni ha deciso di correre ai
ripari mettendo un tetto alla spesa dei libri per le superiori.
Lo aveva annunciato già alla fine dello scorso agosto e ora
ha varato un decreto che mette nero su bianco: per un istituto
professionale la spesa non potrà superare in media 913 euro;
per gli istituti tecnici, che costeranno durante i cinque anni
poco più di 1.200 euro, si oscillerà dai 1.115 euro previsti
per l` `Aeronautico` ai 1.290 di un `Nautico`; e mentre per gli
`artistici` la spesa massima complessiva per tutti e cinque gli
anni sarà mediamente di 1.000 euro, studiare nei licei classici
e scientifici costerà al massimo 1490 euro.
Con questi nuovi limiti, alla luce di un monitoraggio
effettuato quest`anno, secondo il ministero, il 40% delle classi
delle superiori italiane dovrà abbassare l`importo complessivo
della spesa per i libri.
L`iniziativa di viale Trastevere è stata accolta con favore
dalle associazioni di consumatori che più volte hanno fatto
sentire la propria voce contro il caro-libri. Ma – dicono –
questo provvedimento non basta.
“Il vero problema è che le scuole poi non rispettano i
limiti“ sostiene il Codacons che chiede al ministro di
stabilire precise sanzioni da applicare nel caso di sforamento
dei tetti. Invita anche le case editrici a stampare in copertina
anche il peso del libro, in modo da incentivare le industrie a
ridurlo e gli insegnanti a valutarlo come criterio di scelta.
L`associazione Codici, sulla stessa scia, annuncia ricorsi
contro le scuole che sforeranno i plafond fissati “Il tetto di
spesa per i libri, infatti – spiega – è norma spesso disattesa
dai collegi dei docenti, che forse con troppa facilità tendono
a sostituire, di anno in anno, le edizione vecchie con quelle
nuove, (che, magari, cambiano solo per la numerazione delle
pagine)“.
Plauso ai “tetti“ anche dal Moige che avanza alcuni
suggerimenti: che le nuove edizioni vengano proposte solo ogni 5
anni, che gli aggiornamenti vengano forniti in allegati leggeri
a parte, che venga incentivato lo sviluppo dell`usato.
Dalla Cisl scuola arriva invece la richiesta di fare “una
seria fotografia sul reddito delle famiglie per non
avvantaggiare anche chi, come gioiellieri e liberi
professionisti, dichiara meno di un impiegato o di un operaio“.
E se Fioroni si dice “certo che anche gli editori
collaboreranno a questa operazione trasparenza“, l`Associazione
italiana editori critica senza mezze parole il percorso seguito
dal ministro. “Ciò che stupisce – afferma l`Aie – è come la
decisione sia stata `calata dall`altò. Il punto non sono tanto
i contenuti, che a una prima sommaria lettura ci sembra
presentino significative lacune quali il liceo linguistico e il
peso specifico di molte cosiddette sperimentazioni. Ciò che ci
sconcerta è il metodo utilizzato: questo decreto doveva essere
la risultanza di un percorso comune, che tenesse conto di tutte
le variabili in gioco“. E così – conclude – non è stato.
(ANSA).
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