13 Settembre 2009

Scuola/ Da domani 8 milioni di nuovo nei banchi

 
Dal Miur sono poi giunte conferme sui ridimensionamenti dei tagli ai finanziamenti rivolti al Piano dell’offerta formativi: gli importi saranno gli stessi dello scorso anno, ma non ci sono garanzie sui vecchi ed i nuovi fondi destinati al funzionamento quotidiano degli istituti. Sono poi giunte chiare indicazioni ai presidi sulla possibilità di sdoppiare le classi: hanno potuto faro solo in presenza di un corposo numero di studenti o di due o più iscritti disabili gravi. Alle superiori si potranno così avere classi anche con 30 studenti. Una condizione che ha portato, nei giorni scorsi, sindacati e associazioni a chiedere ufficialmente una modifica in corsa delle norme che autorizzano la formazioni di classi eccessivamente numerose.  L’eccessivo numero di alunni per classe ha indotto il Codacons a presentare un esposto alle 104 procure dove sono collocati gli Uffici scolastici provinciali, contro il ministro Gelmini e i direttori degli Uffici scolastici regionali: al centro dell’esposto la presunta interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 alunni.  Nelle classi in cui si inseriranno più di 25 alunni per sopperire alla mancanza di docenti ‘tagliati’ dalla Gelmini – ha spiegato il Codacons – si commette un grave reato: si mette a repentaglio la sicurezza dei ragazzi e si violano le norme di igiene pubblica sul limite minimo di spazio che un’aula deve avere. L’associazione chiede quindi che le classi considerate ‘illegali’ vengano sequestrate". Ci sono poi una serie di provvedimenti, dettati dalla logica del risparmio indotta dal Mef, che non potranno non incidere sulla didattica: detto della necessità di chiudere le sede più piccole (quelle con meno di 100 studenti), salvo lasciare in vita le realtà posizionate in isole, zone isolate o leisole (anche se gli accorpamenti più corposi si avranno nel 2010 dopo l’ok della conferenza Stato-Regioni), e dalla confermata riduzione del budget garantito dal Mef per le spese ordinarie o i fondi supplementare da destinare al personale, il ministro Gelmini negli ultimi mesi ha introdotto una serie di modifiche che potrebbero cambiare il volto della scuola già nei prossimi giorni. Tra i tanti provvedimenti presi dal responsabile del Miur spicca la decisione di ricondurre tutte le cattedre delle superiori a 18 ore: ciò significa che i docenti dovranno, salvo motivate eccezioni, spendere totalmente il loro tempo lavorativo a scuola nelle aule per insegnare. Senza potersi così più dedicare, se non in orario extra, alle attività collaterali la didattica: i progetti formativi a supporto delle lezioni dovranno così essere sovvenzionati attraverso il fondo d’istituto. Che non sempre, anche alla luce dei tagli adottati negli ultimi anni, può incentivare questo tipo di iniziative. Presto se ne accorgeranno anche le famiglie di questa forzatura – ha spiegato Maristella Curreli, presidente di Cip – e quando lo faranno non potranno che aggiungersi a coloro che già oggi protestano con tutte le forze perché vedono sfumare il loro lavoro condotto per anni". Tra le novità che caratterizzeranno l’anno scolastico 2009/2010 figura infine il nuovo regolamento sulla valutazione (approvato lo scorso 18 agosto) che i docenti dovranno adottare già dai primi scrutini: per essere promossi gli studenti, sia alle medie sia alle superiori, dovranno infatti avere la sufficienza in tutte le materie ed avere almeno 6 in condotta. Il messaggio del ministero è chiaro: per essere ammessi agli esami, di licenza medie e della maturità, bisognerà avere la media del sei. In caso contrario niente più sconti: scatterà la bocciatura e si ripeterà l’anno.
 

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