10 Luglio 2014

Scuola: concorsi Tfa, è caos il caso Sicilia arriva alla Camera

Scuola: concorsi Tfa, è caos il caso Sicilia arriva alla Camera

CATANIA – A pochi giorni dalle prove di ammissione ai nuovi corsi Tfa, in Sicilia monta la protesta. Nei giorni scorsi, il Codacons, sollecitato da numerosi aspiranti docenti della Sicilia orientale ha chiesto di spostare la sede unica del concorso chiedendo l’ intervento del ministro Stefania Giannini, ieri il caso è arrivato alla Camera con una interrogazione presentata dal deputato della Lega Nord Francesco Attaguile, ancora una volta vicino alla causa del Codacons. Il Codacons considera errata la decisione di fare svolgere a Palermo tutte le prove di ammissione ai nuovi corsi Tfa (Tirocinio formativo Attivo) che si terranno dal 14 al 30 luglio e che vedranno impegnati 14 mila docenti precari provenienti da tutta la Sicilia. “Palermo non è la sede giusta per tanti motivi, a partire dalla localizzazione non baricentrica rispetto alla regione, per finire al caos che caratterizza ordinariamente la circolazione stradale e che, anche a causa dei frequenti blocchi da parte di manifestanti di ogni categoria, non consente di calcolare i tempi di accesso alle sedi di concorso”. “Per di più, proprio in questi giorni il comune di Palermo ha annunciato l’ inizio dei lavori per la linea tranviaria, l’ anello ferroviario e la rete fognaria, che renderanno letteralmente invivibili la circonvallazione e le principali arterie cittadine. Incurante di tutto ciò, l’ Usr (ufficio scolastico regionale) per la Sicilia, che ha sede proprio a Palermo, ha deciso, forse per propria comodità, di tenere tutte le prove nel capoluogo siciliano, costringendo i partecipanti al concorso a convergere tutti a Palermo”. “C’ è di più, accortosi che a metà luglio c’ è il festino di Santa Rosalia – commenta ironicamente l’ associazione dei consumatori – il dirigente ha pensato bene di spostare le prime prove nientemeno che a Bagheria, dove notoriamente si circola meglio e dove sarà possibile eventualmente trovare degli alberghi a buon prezzo atteso che l’ alta stagione balneare in Sicilia coincide con i mesi di novembre e dicembre”. “È triste – continua il Codacons- che alti dirigenti dello Stato non siano in grado di mettersi nei panni dei cittadini e di capire che costringere 14 mila persone a muoversi in piena estate da tutta la Sicilia per recarsi a Palermo a partecipare ad un concorso è una scelta assurda. Per questo tipo di concorsi, occorre individuare sedi baricentriche, come Caltanissetta o Enna (dove c’ è tra l’ altro una università che potrebbe ospitare tutte le prove), o al limite una grande città con migliori condizioni di accessibilità, come Catania, il cui ateneo ha tra l’ altro curato le procedure di iscrizioni alle prove per conto delle quattro università siciliane”. Una protesta raccolta dal deputato della Lega Nord Francesco Attaguile, che si è fatto portavoce delle istanze dei consumatori siciliani alla Camera. Non è la prima volta che il Codacons e la Lega condividano delle battaglie politiche, basti ricordare la presa di posizione del segretario Salvini contro la chiusura del Tar di Catania. “Ho chiesto al ministro Stefania Giannini di intervenire con l’ Ufficio scolastico della regione Sicilia affinché venga individuata una sede geograficamente centrale rispetto alle province siciliane per consentire a 14mila docenti precari di poter sostenere agevolmente le prove di ammissione ai nuovi corsi Tirocinio formativo attivo – spiega Attaguile – Raggiungere Palermo sarà una vera impresa per i 14mila partecipanti alle prove concorsuali provenienti da tutta la regione e comporterà un aggravio non indifferente per lo stesso capoluogo siciliano. In Sicilia esistono altre sedi universitarie in grado di poter ospitare le prove concorsuali tra cui Catania su cui gravitano 5 province sulle 9 siciliane”.

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