27 Aprile 2011

SCUOLA: CODACONS DIFFIDA MINISTERO DELL’ISTRUZIONE SUL NUMERO CHIUSO ALL’UNIVERSITA’

    SANITA’: MANCHERANNO PIU’ DI 22.000 MEDICI

    MINISTRO GELMINI ABOLISCA I  TEST DI AMMISSIONE

     
    Il Codacons ha diffidato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in persona del suo ministro Mariastella Gelimini,  ai sensi dell’art. 140 del Decreto Legislativo n. 206/2005, intimandogli di far cessare gli effetti lesivi del diritto allo studio e alle professioni, garantito dalla Carta Costituzionale agli artt. 3, 33 e 34. La richiesta è quella di garantire il libero accesso alle professioni, tutelato anche da direttive comunitarie, ed il diritto alla libera scelta della professione.
    Tutto parte dalla stima del Piano sanitario 2011-2013 approvato a gennaio dal Consiglio dei ministri, secondo il quale, entro il 2015, 17 mila medici andranno in pensione e, nel 2018,  mancheranno all’appello ben 22 mila dottori. Alcune specialità, dalla anestesia alla radiologia, dalla chirurgia alla pediatria, sono già in uno stato di sofferenza.
    Per il Codacons è la riprova del fatto che il numero chiuso all’università è assurdo, antistorico e privo di qualunque logica. "Il rischio è che queste professionalità finiscano per essere reperite all’estero. Ci avevano detto che il numero chiuso andava introdotto perché c’erano troppi medici e oggi siamo nella situazione opposta" ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli. "Peraltro i test di ammissione, con domande di cultura generale, non selezionano certo quelli che saranno i medici migliori. Per migliorare la qualità della nostra sanità la selezione andrebbe fatta durante gli anni universitari, attraverso esami più selettivi, e non certo con un test di un centinaio di domande da risolvere in qualche ora" ha concluso Donzelli.
    In Francia, ad esempio, il numero chiuso non esiste. Viene invece utilizzato un metodo più efficace: per le matricole del corso di medicina è obbligatorio finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami. In questo modo la selezione avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova spesso irregolare e priva di ogni senso logico. Inoltre il numero chiuso è contrario all’indirizzo comunitario ed è  restrittivo della concorrenza. Da qui la diffida al ministero.

     

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