2 Marzo 2021

Scuola, battaglia legale sulla Dad Scatta lo sciopero: “Disconnettetevi”

di  Bianca  De  Fazio  La  raccolta  fondi  lanciata  dal  Coordinamento  scuole  aperte  della  Campania  per  promuovere  ricorsi  al  Tar  contro  l’ordinanza  numero  della  Regione  (quella  con  la  quale  De  Luca  ha  chiuso  tutte  le  scuole  fino  al  14  marzo)  ha  già  superato  10  mila  euro.  ricorsi  saranno  presentati  nelle  prossime  ore.  Mentre  quelli  discussi  ieri,  esaminati  respinti  dal  presidente  del  Tar  Campania  Salvatore  Veneziano,  erano  ricorsi  che  tecnicamente  vengono  detti  “ante  causam”,  ricorsi  di  estrema  urgenza  (presentati  dal  Codacons  da  gruppi  di  cittadini)  sulla  base  di  rilievi  solo  sommariamente  articolati,  azioni  cui  fa  poi  seguito  un  ricorso  vero  proprio.  se  il  presidente  Veneziano  ha  respinto  l’istanza  lasciando  le  scuole  chiuse,  questo  non  pregiudica  ricorsi  che  verranno.  Ecco  perchè  l’avvocato  Matteo  Marchetti,  vice  segretario  nazionale  del  Codacons,  puntualizza,  dopo  le  prime  notizie  di  bocciatura  dei  ricorsi,  che  il  Tar  «non  si  è  ancora  pronunciato  nel  merito»  aggiunge  che  ricorsi  verranno  comunque  «presentati  nei  termini  con  misura  cautelare».  partita,  insomma,  non  è  chiusa.  lo  ribadisce  il  Coordinamento  scuole  aperte:  «Non  corrisponde  verità  il  fatto  che  il  Tar  avrebbe  dato  ragione  alla  Regione  respingendo  ricorsi  contro  l’ordinanza  numero  6.  Tali  ricorsi,  infatti,  non  sono  stati  ancora  depositati».  Non  è  questione  di  lana  caprina.  se  la  faccenda  sembra  complessa  è  perchè  la  situazione  è  complicata:  il  Dpcm  che  regola  gli  interventi  contro  la  pandemia,  attualmente  in  vigore,  è  quello  del  14  gennaio,  resta  valido  fino  al  marzo;  quel  Dpcm  non  prevede  la  chiusura  delle  scuole,  neppure  in  zona  rossa.  «Dunque  non  si  può  lasciare  casa  un  milione  di  studenti  campani»  insiste  il  Coordinamento.  diversi  comitati  campani,  cominciare  da  “Usciamo  dagli  schermi”,  hanno  proclamato  due  giornate  di  sciopero  della  Dad,  oggi  venerdì.  Due  giornate  di  disconnessione,  «per  protestare  contro  l’ennesima  chiusura  della  scuola  il  persistere  dell’anomalia  campana».  «Perchè  ci  rifiutiamo  di  recludere  ancora  una  volta  nostri  figli  dietro  ad  uno  schermo  che  li  spegne  giorno  dopo  giorno,  lasciandoli  prede  della  distrazione,  della  demotivazione,  dell’ansia  dell’apatia  Ci  rifiutiamo  di  accettare  una  chiusura  decisa  senza  una  reale  motivazione  epidemiologica  fuori  dal  quadro  normativo  nazionale.  Ci  rifiutiamo  di  sacrificare  il  diritto  all’istruzione  sull’altare  dell’interesse  politico  di  un  uso  strumentale  dell’emergenza  genitori  hanno  scritto  anche  al  governo,  al  premier  Draghi,  nella  speranza  «che  arrivi  Roma  l’urlo  di  dolore  di  bambini  ragazzi  della  Campania  che  ormai  da  un  anno  non  vanno  scuola»,  che  «vengono  lasciati  indietro  rispetto  ai  loro  compagni».  Il  Coordinamento  chiede  un  intervento  che  tenga  conto  degli  «alti  tassi  di  abbandono  scolastico»  delle  «irrisolte  problematiche  di  carattere  sociale  ed  economico».  «Ci  appelliamo  al  governo  – dice  la  lettera  – affinché  la  Campania  torni  ad  essere  parte  dell’Italia  che  le  scelte  che  riguardano  la  scuola  vengano  finalmente  assunte  Roma  lo  chiedono  anche  presidenti  dei  consigli  d’istituto  che  hanno,  anche  loro,  scritto  Draghi  sottolineando  che  «spettano  allo  Stato  le  misure  anti  pandemia».  Sempre  Draghi  è  indirizzata  l’ennesima  petizione  che  sottolinea  «il  dolore  di  tanti  genitori  nel  vedere  figli  casa  per  un  tira  molla  sulle  scuole,  ennesimo  scempio  della  politica.  Non  vogliamo  più  essere  lasciati  soli  combattere  per  diritti  dei  nostri  figli;  vogliamo  siano  tutelati  come  nel  resto  d’Italia  chiediamo  che  il  Governo  agisca  tempestivamente  per  la  riapertura  delle  scuole  in  Campania».  Intanto  l’assessora  Lucia  Fortini  ribadisce  che  «lo  stop  alla  scuola  era  necessario  per  favorire  il  piano  vaccinale  dei  docenti  per  limitare  l’espansione  della  variante  inglese.  Credo  che  per  il  14  marzo  avremo  una  vasta  popolazione  di  personale  scolastico  vaccinato  potremo  riprendere  gradualmente  le  lezioni  in  presenza  sempre  guardando  però  l’indice di contagio”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox