13 Settembre 2016

Scuola, aule piene e cattedre semivuote Partenza in salita per 547mila studenti

Scuola, aule piene e cattedre semivuote Partenza in salita per 547mila studenti
allarme della cgil: in regione manca il 30% dei docenti l’ ufficio scolastico replica: “non è vero, ce la faremo”

ILARIA VENTURI TREMILA studenti in più rispetto allo scorso anno, giovedì mattina, siederanno tra i banchi in Emilia Romagna. Un esercito di 547mila alunni con lo zaino pronti a riprendere le lezioni. Ma la campanella non suonerà puntuale per tutti i loro maestri e professori. La Flc-Cgil stima sino a un 30% di cattedre vuote il primo giorno, soprattutto negli istituti della provincia o in montagna. Posti dove sarà necessario chiamare un supplente in tutta fretta, o che saranno comunque occupati da un insegnante che non rimarrà sino alla fine dell’ anno. Con le lezioni sono poi pronte a partire anche le proteste. Domani l’ altro, alle 15, gli insegnanti precari annunciano un presidio davanti all’ ufficio scolastico: «Incertezza insostenibile sulle convocazioni dei supplenti», dicono. È un avvio dell’ anno scolastico ancora tutto in salita, dunque. Caldissimo, dopo la tormentata estate della Buona scuola tra Concorsone e mobilità straordinaria dei docenti. Andiamo con ordine. Per le nomine è scattata la corsa contro il tempo: erano 2.140 quelle da fare in Regione, dalle materne alle superiori. Le chiamate in ruolo per l’ infanzia e le elementari, circa 700 posti in tutto, sono state fatte. Tra oggi e domani saranno completate quelle per medie e superiori: 1.450 cattedre, circa la metà già assegnate ai vincitori del concorso, l’ altra metà oggetto di chiamate alla vigilia del 15, termine ultimo dettato dal ministero all’ Istruzione. Un rush finale mai accaduto prima, con gli uffici aperti anche domenica, quando sono state assegnate pure le due cattedre di percussioni a giovani del ’90, ora professori. Fermo immagine che fa sorridere, per la gioia degli insegnanti ragazzini, di una sequenza che per i sindacati è «drammatica». L’ ultimo pasticcio, denunciano, è sulle cattedre di informatica: professori assegnati alle scuole di Bologna città dove però non ci sono posti. E poi domenica non ha funzionato il portale ministeriale per inserire il curriculum ed essere chiamati nelle scuole dai presidi. «Un inizio d’ anno mai così difficile per via di scelte politiche rivelate fallimentari, che danneggiano il diritto allo studio e i lavoratori», dice Francesca Ruocco della Flc-Cgil di Bologna. «Si lavora con la fretta, continuamente a rischio di errori», rincara Patrizia Prati della Cisl scuola. Sulle stime delle cattedre vuote il direttore dell’ ufficio scolastico regionale Stefano Versari non ci sta: «Percentuali non vere, non sarà così, i dirigenti possono procedere a chiamare supplenti». E assicura: «Il mio obiettivo è finire le operazioni di nomina entro il termine del 15, un lavoro che abbiamo programmato al minuto. L’ anno scolastico inizierà regolarmente ». Certo è che è una corsa affannosa. Il paradosso, uno dei tanti a cui è abituato il mondo della scuola, è che non tutti i posti saranno coperti perché ci sono stati troppi bocciati al concorso (uno su due) e perché in molte discipline la graduatoria ad esaurimento (Gae) è già esaurita. Così anche sulle cattedre dove si sarebbe potuto assumere a tempo inderminato arriveranno i supplenti. Poi ci sono i ricorsi pronti a partire. L’ ufficio scolastico regionale è subissato da centinaia di richieste di accesso agli atti: chi vuole andare a vedere le prove degli scritti al concorso, chi i trasferimenti. Un super lavoro, anche questo, che sta mettendo a dura prova gli uffici scolastici. Il Codacons annuncia un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro il ministero in favore dei docenti residenti in Emilia Romagna che non sono stati ammessi agli orali del concorso. «L’ inizio della scuola è imminente, ma, in Emilia Romagna, la nostra condizione resta instabile », protesta, infine, il Coordinamento precari della scuola di Bologna. Il problema sta nello slittamento delle chiamate per i supplenti. «Tanti aspiranti professori inoltre attendono ancora l’ esito definitivo del concorso », soprattutto quelli di Lettere, greco e latino, scrivono i precari dandosi appuntamento al presidio in via de’ Castagnoli il primo giorno di scuola: «Nonostante i proclami sbandierati dal ministero, che aveva promesso la fine della supplentite, il precariato non è affatto finito e i docenti intendono dimostrarlo in piazza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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