Scuola, attesi 150 nuovi presidi: «Non bastano»
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fonte:
- Corriere del Veneto
la direttrice regionale è fiduciosa. ma i sindacati sono preoccupati: «situazione al collasso»
venezia «Confidiamo in almeno 150 nuovi presidi in Veneto». A settembre a scuola arrivano i rinforzi e a dirlo è la direttrice dell’ ufficio scolastico regionale, Augusta Celada. «Ci sono molte persone nella nostra regione che hanno superato con successo lo scritto» dice fiduciosa a orali ancora aperti. Un concorso ministeriale agli sgoccioli che certo non coprirà tutti i buchi dirigenziali locali, ma una boccata d’ ossigeno la darà. Finora la scuola veneta ha tentato di sopravvivere con un preside sì e uno no. «Una situazione al collasso» per i sindacati. Tanto che i presidi, costretti a sdoppiarsi per due, tre, quattro scuole «a volte rischiano anche la salute». Vittore Pecchini, il preside del liceo veneziano Marco Polo che si è suicidato a fine maggio alla vigilia dello sciopero d’ istituto contro di lui, ne gestiva otto nel solo centro storico lagunare. E i conti danno ragione ai presidi rimasti a chiedere aiuto: 260 scuole in Veneto sono in reggenza, senza titolare, su un totale di quasi 600 istituzioni scolastiche. Per non parlare della cinquantina di colleghi che il prossimo 31 agosto lasceranno per la pensione. Al concorso nazionale si sono presentati più di 630 aspiranti presidi veneti. Più della metà di loro, 380, sono stati bocciati allo scritto. Polemiche, minacce di ricorsi e perfino la proposta di Codacons di un’ azione collettiva (che riguarda presunte irregolarità nello svolgimento registrate anche in altre regioni). Nel frattempo in 253 sono stati ammessi alle prove orali che stanno discutendo in questi giorni. Ma anche nell’ idealità di una promozione di massa, ne mancherebbero comunque una sessantina a rattoppare l’ intero buco. Che i nuovi presidi siano 150 è una stima plausibile? «Sì. Ma non risolverà completamente il problema» concordano Giuseppe Morgante di Uil scuola, Marta Fiotto di Flc Cgil e Anna Paola Marconi di Cgil presidi. «Dovremmo farcela – dice Celada – confidando che non ci siano dei ricorsi. Speriamo che il ministro tenga fede alle sue promesse e che metta al loro posto i vincitori di concorso, perché ormai gli orali si stanno concludendo». La polemica sui candidati veneti più che dimezzati allo scritto? «Uno su due che passa un concorso per dirigente pubblico è invece un ottimo risultato – sostiene Celada -. A quello che ho fatto io nel 1990 eravamo in ottomila e siamo passati in 300». Ma 150 presidi sono comunque pochi, insistono i sindacati: «Si lascerebbero scoperte le zone più difficoltose – teme Fiotto – scuole di montagna, di confine resterebbero in reggenza, difficili da raggiungere per i presidi titolari di altre scuole». «C’ è anche una normativa che prevede che alcuni istituti non possano avere il dirigente titolare perché sottodimensionati – aggiunge Marconi -. Quindi una quota di reggenza rimarrà sempre». «Almeno si allevierà un po’ il carico dei dirigenti – sostiene Morgante – che sono sempre più vessati da molestie burocratiche e compiti impropri. Hanno dovuto gestire anche la questione dei vaccini. Le organizzazioni sindacali all’ interno delle scuole non devono considerarli una controparte, ma un pezzo fondamentale della comunità educante».
giulia busetto
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