19 Novembre 2020

Scuola, attesa per il Tar La Regione punta sui dati

Vincenzo DAMIANI «Gli Uffici della sanità pugliese, per essi il presidente della Regione Puglia, ritengono (dati alla mano) che evitando gli spostamenti e l’aggregazione connessi alla frequenza scolastica (peraltro per un tempo limitato) si contribuisca efficacemente ad abbassare la curva epidemica, ancora in preoccupante crescita». È un passaggio delle memorie difensive dell’Avvocatura regionale pugliese esposto ieri davanti ai giudici del Tar Puglia durante l’udienza collegiale cautelare per decidere sulla sospensione dell’ordinanza con la quale la Regione, lo scorso fine ottobre, aveva interrotto la didattica in presenza nelle scuole elementari e medie per l’emergenza sanitaria Covid- Con un provvedimento monocratico l’ordinanza di Emiliano è stata poi sospesa d’urgenza due settimane fa e, recependo quella decisione, il governatore ha emesso una seconda ordinanza che ha riaperto le scuole lasciando, però, alle famiglie la scelta sulla possibilità di seguire le lezioni con didattica a distanza. Ieri è stata discussa la questione cautelare nel merito. Emiliano ha chiesto di essere sentito ed è stato ammesso a partecipare all’udienza ma non è stato al momento ascoltato. Il ricorso contro l’ordinanza regionale era stato presentato dal Codacons Lecce e da alcuni genitori. Nel procedimento è costituito anche il ministero dell’Istruzione che, pur non schierandosi formalmente contro la Regione Puglia, ha ribadito che il Dpcm del 4 novembre è la fonte primaria di diritto in questo momento sulla materia dell’apertura delle scuole, quindi anche la Puglia deve adeguarsi ai dettami che prevedono la didattica in presenza per le scuole elementari e medie e la sospensione solo per le superiori. Ma l’avvocatura regionale ha insistito, portando sul tavolo dei giudici le “ragioni di grave emergenza sanitaria che hanno condotto all’emanazione dell’ordinanza impugnata”. “Anche in Puglia – si legge nelle memorie – collocata in area arancione, consentire il ritorno in presenza di tutti gli alunni delle scuole del ciclo primario (elementari e medie) comporterebbe un pregiudizio certo in termini di incremento della diffusione del contagio e di tenuta del sistema sanitario, in un momento storico caratterizzato da interessi che vanno ben oltre le parziali e miopi visioni personali. L’ingenerosa attribuzione da parte dei ricorrenti di responsabilità al sistema sanitario pugliese non tiene conto della notoria ed estrema difficoltà che stanno attraversando non solo pure tutte le altre regioni italiane, ma anche il resto dell’Europa investito da una diffusione esponenziale ed inaspettata del contagio, fronte della quale la tenuta del sistema sanitario è in generale gravemente compromessa”. Gli avvocati della Regione hanno depositato, oltre alle memorie difensive, due relazioni tecniche firmate dal professore Pierluigi Lopalco e dal direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro. L’avvocatura ha evidenziato, inoltre, che «anche il report settimanale del ministero della Salute, aggiornato al 7 novembre, confermando per la Puglia l’indice Rt 1.57 superiore alla soglia critica di 1.5 mostra un preoccupante andamento peggiorativo anche per la provincia di Lecce, con progressivo aumento dei casi di positività». Secondo la Regione “è indiscusso che i giovani costituiscano un forte veicolo di contagio in famiglia, mettendo in serio rischio la salute dei più adulti e degli anziani che con tali giovani convivono o, comunque, vengono a contatto. Replicando tale situazione per centinaia se non migliaia di studenti (ivi compresi gli isolati che possono divenire positivi) determina, poi, la mancanza di controllo del tracciamento e della appropriata erogazione delle cure sanitarie che, a questo punto, diventa sempre più arduo garantire con regolarità”. Il Tar Puglia si è riservato sulla decisione, nell’udienza hanno discusso per la Regione gli avvocati Rossana Lanza e Isabella Fornelli, che hanno insistito per la revoca del decreto cautelare monocratico; ricorrenti hanno, al contrario, chiesto la conferma del provvedimento di sospensione dell’ordinanza ritenendo violato il diritto allo studio degli alunni. “Su un totale di 562 scuole, sono stati individuati ben 1.055 casi di positività fra alunni e personale scolastico, pari al 6,5 dei casi riportati in totale durante il periodo successivo alla apertura delle scuole (16.155 Questi casi di positività nella comunità scolastica, nello stesso periodo, hanno generato ben 7.180 provvedimenti di isolamento domiciliare fiduciario”, si legge nella relazione a firma di Montanaro.
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