23 Ottobre 2012

Scuola, allo studio modifiche smentito lo sconto a 21 ore

Scuola, allo studio modifiche smentito lo sconto a 21 ore

 Roma. Intanto ha innescato la retromarcia, poi si vedrà quale nuova via imboccherà. Il ministero dell’ Istruzione, dopo la bocciatura trasversale (voti contrari sono stati annunciati sia dallo schieramento di centro-destra sia da quello di centro-sinistra) delle norma, inserita nel ddl di stabilità, che aumenta di 6 ore l’ orario degli insegnanti (a stipendi invariati) ha deciso di rivedere la proposta offerta al Parlamento, quel «contributo di generosità» che, a guardare le reazioni, solo a viale Trastevere è parso tale. Le polemiche, infatti, non accennano a placarsi, gli insegnanti, con una mobilitazione partita in modo spontaneo e senza “sponsor” stanno già attuando una sorta di sciopero bianco, i sindacati del settore si stanno ricompattando per portare avanti la battaglia (la Flc-Cgil che finora ha giocato da sola si è detta disponibile a una manifestazione unitaria con tutte le altre sigle) e il Codacons è pronto a farsi promotore di una class action se i contestati articoli del ddl non verranno cancellati. Da viale Trastevere confermano che i tecnici sono al lavoro per trovare un’ alternativa nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla spending review che stabilisce il conseguimento di un obiettivo di risparmio per il 2013 di 182,9 milioni di euro, per il 2014 di 172,7 milioni di euro e per il 2015 di 236,7 milioni di euro. Un’ alternativa che certamente non sarà lo “sconto” a 21 ore ipotizzato da alcuni. «Ogni suggerimento ed eventuale modifica sarà il benvenuto» ha detto il ministro Profumo la scorsa settimana. E i parlamentari si stanno rimboccando le maniche per consigliare ed emendare (oggi parte in commissione Bilancio alla Camera la discussione sulla Legge di stabilità ed entro fine mese potranno essere presentati gli emendamenti al testo del governo). Le risorse si possono racimolare, ad esempio, pescando nella spesa corrente di altri ministeri, come la Difesa o gli Esteri. È un’ ipotesi – riferisce Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd – su cui sta ragionando il partito democratico. «Si potrebbe mettere mano – spiega – alla spesa corrente del ministero della Difesa: su 11 miliardi lo 0,1% potrebbe essere destinato all’ istruzione. Si potrebbe tagliare anche sulla spesa corrente del Mae: non mi risulta, ad esempio, che siano mai state toccate le diarie del personale di ambasciata». Nella scuola quel che si poteva dare è stato già dato. «Se proprio dovessimo raschiare il fondo del barile al massimo si potrebbe ancora ricavare qualcosa – ragiona Francesca Puglisi – sul fronte dei programmi per computer adottando software open source invece di acquistare licenze» per un ventaglio di utilizzo che va dalle segreterie scolastiche alle attività per la didattica. «In Parlamento ci impegneremo per cambiare una norma iniqua e che svilisce la dignità degli insegnanti» scrivono in una lettera aperta agli insegnanti i deputati democratici componenti delle commissione Cultura della Camera. In ogni caso c’ è un “piano B”. «Un provvedimento che incrementa le ore di lavoro senza aumentare proporzionalmente la retribuzione dei lavoratori è palesemente incostituzionale e, come tale, annullabile», assicura il Codacons.

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