1 Giugno 2014

Scuola, allarme del Censis: metà edifici sono al disastro

Scuola, allarme del Censis: metà edifici sono al disastro

ROMA Intonaci inesistenti, rubinetti gocciolanti, vetri rotti, impianti elettrici e idraulici fuori uso; e, se non bastasse, problemi anche alle strutture portanti di 3.600 edifici. Appare davvero preoccupante la situazione degli istituti scolastici italiani, almeno a stare ai numeri di uno studio del Censis i cui risultati sono stati resi noti ieri. Il Centro studi sociali lancia anche un allarme amianto: sarebbero duemila le scuole che esporrebbero i propri studenti al famigerato materiale pericoloso per la salute. Roberto Reggi, sottosegretario all’ Istruzione con delega all’ edilizia scolastica, però ha voluto subito rassicurare: «Il governo conosce bene la situazione, e ha già messo in cantiere 20 mila interventi: è pronto un piano di investimenti per oltre 1,2 miliardi». Stando al rapporto del Censis, su un totale di 41 mila edifici, 24 mila avrebbero impianti – elettrici, idraulici e termici – non funzionanti, oppure insufficienti o non a norma. Ma un dato ancora più allarmante riguarda l’ amianto: sarebbero duemila gli istituti che esporrebbero i propri studenti e alunni, circa 342 mila, ai suoi effetti nefasti. I riflettori del Censis illuminano anche i problemi alla staticità degli edifici, in tutto 3.600, nei quali ogni giorno si recano circa 580 mila ragazzi. A completamento del fosco scenario il rapporto ricorda anche che 7.200 scuole avrebbero tetti e coperture a pezzi, non più in grado quindi di adempiere al proprio compito. Colpa anche della vetustà delle costruzioni, visto che il 15% degli edifici è stato costruito prima del 1945, un altro 15% tra il 1945 e il 1960 e un quarto prima del 1980. Il Censis ha interpellato 2.600 dirigenti scolastici, che hanno lanciato l’ allarme: per il 36% degli edifici è prioritario avviare lavori di manutenzione straordinaria. Ma nella maggioranza dei casi (57%) l’ esigenza è dare continuità a interventi di manutenzione ordinaria. Nonostante il patrimonio immobiliare scolastico sia vecchio, solo nel 7% dei casi si ritiene fondamentale la costruzione di un edificio più adeguato o il trasferimento della scuola in un’ altra sede. Poi, spiegano sempre i dirigenti scolastici, di lavori se ne fanno pochi e spesso male. Il governo, fa sapere Reggi, conosce bene la situazione e ha inserito l’ edilizia scolastica tra le sue priorità. Reggi ha spiegato: «Abbiamo in programma già oltre 8.200 interventi da far partire nel 2014. Altri 11 mila interventi partiranno all’ inizio del 2015. Con le opere previste solo quest’ anno interesseremo circa un quarto delle scuole e quindi due milioni di studenti». Nel frattempo, dal primo luglio, ad anno scolastico terminato, prenderanno il via settemila interventi. L’ investimento del governo supererà la cifra di 1,2 miliardi. La Cgil scuola chiede di chiarire «quali sono le effettive risorse a disposizione», mentre Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ricorda che già con la class action del 2011 il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato avevano ordinato al ministero dell’ Istruzione di varare un «Piano nazionale di edilizia scolastica». Rienzi ha sottolineato: «Dopo tre anni nulla è stato fatto: denunceremo tutti i dirigenti del ministero dal 2011 a oggi per inottemperanza all’ ordine del giudice».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this