30 Marzo 2011

Scuola, 40mila precari fanno causa al ministero

Con una class action del Codacons, chiedono di essere assunti e un risarcimento di 30mila euro

DA MILANO  L a vicenda precari torna a scuotere la scuola italiana. A distanza di poche settimane dalla sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato le norme previste per le graduatorie dei docenti nel biennio 2009/2011 e a pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Genova che ha condannato il ministero della Pubblica Istruzione a risarcire 15 docenti precari, il ministero di viale Trastevere cerca di correre ai ripari. Ma se da una parte tenta di trovare una soluzione con una misura tampone confrontandosi con i sindacati, dall’ altra ha ricevuto proprio ieri, congiuntamente al ministero della Pubblica amministrazione guidato da Renato Brunetta, la notifica di una diffida da parte del Codacons, associazione di difesa dei consumatori, con la quale, spiega il presidente nazionale Carlo Rienzi, «40mila precari della scuola chiedono la stabilizzazione della propria posizione lavorativa, e 30mila euro ciascuno di risarcimento per le mancate retribuzioni corrisposte e per i danni subiti». Si tratta, di fatti «della più grande class action pubblica mia vista in Italia» prosegue il Codacons, che annuncia anche l’ approdo a breve tempo della diffida al Tar. Una class action che interessa anche «circa 12mila professori universitari a contratto, operanti nelle facoltà di tutta Italia. Si tratta – spiega il Codacons nel suo comunicato ufficiale – di una categoria nata nel 1998 per volere dell’ allora ministro dell’ Università Luigi Berlinguer, e che, pur avendo compiti e mole lavorativa del tutto identica ai docenti interni, riceve un trattamento economico da fame, che si aggira sui 4 euro l’ ora, la metà di una colf! Tali insegnanti- conclude il Codacons – sono del tutto privi di copertura previdenziale e assistenziale». Da parte sua il ministero di viale Trastevere in un incontro con i sindacati ha annunciato di aver sottoposto nei giorni scorsi all’ Avvocatura dello Stato una possibile soluzione al vuoto legislativo venutosi a creare con la sentenza della Consulta sulle graduatorie «con la coda». Di fatto la norma varata a suo tempo dal governo prevedeva che nel solo biennio 2009/2011 l’ eventuale spostamento nella graduatoria di un’ altra provincia comportasse l’ inserimento del docente in coda alla stessa e non nella posizione della graduatoria di partenza. Sancita l’ illegittimità della norma, ora il ministero ha indicato ai sindacati una possibile soluzione: aggiornamento delle graduatorie con possibilità di cambiare provincia oppure possibilità di aggiornamento esclusivamente all’ interno della provincia di attuale inserimento. Ipotesi accolte con scarso entusiasmo dai sindacati. «Assumere a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti e disponibili, è la via maestra da seguire per dare risposta ai precari» commenta Francesco Scrima della Cisl-scuola. «Serve un approccio complessivo al problema con un tavolo di confronto» aggiunge Massimo Di Menna della Uil-scuola, mentre Marco Paolo Nigi dello Snals-Confsal, propone di «aggiornare per il prossimo biennio le graduatorie come previsto dalla legge». «Il governo – aggiunge Mimmo Pantaleo dela Flc-Cgil – ha l’ obbligo di assumere una posizione chiara rispetto all’ applicazione della sentenza della Consulta».

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