25 Giugno 2021

Scosse associazioni e società civile «C’è un sistema malato e corrotto»

Tante  le  reazioni  in  seguito  al  blitz  “Waterloo”,  con  tanto  di  “terremoto”  giudiziario  su  “Girgenti  Acque”.  «Dalle  cronache  apprendiamo  – dice  il  presidente  dell’associazione  “Tante  case,  tante  idee”,  Domenico  Vecchio  – che  dietro  la  chiara  inefficienza  del  servizio  di  approvvigionamento  idrico  ad  Agrigento,a  fronte  di  costi  senza  uguali  nel  Paese,  ci  sarebbe  un  sistema  malato  corrotto,  ben  organizzato  d’alto  livello  che,  oltre  le  inefficienze  sopra  dette,  avrebbe  provocato  gravi  danni  ambientali  la  sistematica  distruzione,  per  mancanza  di  regolari  ripristini,  come  da  normative  comunali,  di  parti  considerevoli  delle  strade  cittadine.  La  nostra  associazione  così  come  tutti  cittadini,  si  configurerebbero  così  oggettivamente  parte  lesa.  Proprio  per  questo,  come  auspicato  dagli  stessi  organi  inquirenti,  chiediamo  ai  Comuni  della  Provincia,  ma  soprattutto  al  Comune  di  Agrigento,  la  costituzione  come  parte  civile  negli  eventuali  procedimenti  verso  chi  avrebbe  ordito,  per  interessi  personali,  contro  l’intera  Comunità  civile,  costringendola  “patire  la  sete”».  «Il  desolante  quadro  che  emerge  dall’inchiesta  “Waterloo”  consegna  ai  cittadini  della  provincia  di  Agrigento,  se  le  accuse  saranno  tutte  confermate  nelle  opportune  sedi,  la  conferma  che  in  questi  anni  la  gestione  di  ciò  che  è  di  interesse  pubblico  è  stata  piegata  ai  desiderata  di  pochi  al  vantaggio  dei  soliti  – dicono  gli  attivisti  di  “Scegli  Progetto  Comune”  -. In  questi  anni  molti  di  noi  si  sono  opposti  ad  ogni  privatizzazione  del  servizio  idrico  evidenziando  come  il  silenzio  da  parte  della  politica  locale».  «Avevo  tutto  chiaro  già  anni  fa,  oggi  come  allora  lo  grido,  non  ho  paura  farlo,  l’imprenditore  è  stato  vittima  della  politica  dal  connubio  politica/imprenditorie.  Lì  è  nato  il  malaffare,  oggi  pa-gano  con  gli  arresti  gli  imprenditori,  se  fossi  in  loro  farei  arrestare  anche  tutti  politici  farei  pizza  pulita  – afferma  il  vice  presidente  provinciale  del  Codacons,  Giuseppe  Di  Rosa  -. Perché  ieri  come  oggi  si  accontentavano  del  posticino  per  il  congiunto  l’amico  fottendosene  del  cittadino,  voi,  li  votate  continuerete  farlo».

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