4 Aprile 2013

Scopre sprechi, dirigente sanzionato

Scopre sprechi, dirigente sanzionato

 

Il Codacons pronto a schierarsi al fianco di chi vedrà lesi i propri diritti da un provvedimento retroattivo come la variante al Piano regolatore generale che il Comune sta cercando frettolosamente di approvare. Proprio così come ha difeso il dirigente ingiustamente sanzionato dall’ amministrazione comunale, facendo accertare dall’ autorità giudiziaria l’ illegittimità delle contestazioni disciplinari a suo carico. Il caso nel caso. E’ quello di un dipendente comunale – Virginia Panigalli, capo dell’ unità operativa Trasporti scolastici -Istituzioni -Politiche del lavoro – ingiustamente sanzionato. “Il dirigente in questione – spiega l’ avvocato Bruno Barbieri, presidente nazionale del Codacons – dapprima ha dovuto combattere per avere una sua unità operativa da dirigere, essendo titolata e pagata per questo. Questo sia con l’ amministrazione Ravaioli che con l’ amministrazione Gnassi. Una volta ottenuta è successo che ha scoperto ed evidenziato alcuni inutili sprechi. In particolare per quanto riguarda alcune indennità di rappresentanza non dovute ad autisti del trasporto pubblico locale. Per una somma di circa 10mila euro. Indennità che poi sono state tagliate. Guarda caso però da quel momento sono cominciate una serie di contestazioni disciplinari. La prima, con tanto di sanzione aggiuntiva, 20 giorni di sospensione dal servizio, è stata giudicata illegittima dall’ autorità giudiziaria (il giudice del lavoro Lucio Ardigò)”. “Ancora non ne conosciamo le motivazioni, la sentenza è dello scorso 4 marzo. Certo è che il Comune si è dimostrato arrogante non presentandosi nemmeno ai tentativi di conciliazione da noi richiesti”, chiosa Barbieri. Venendo alla variante. Dopo aver fatto campagna elettorale per il sindaco Andrea Gnassi, il Codacons – da notare, associazione ambientalista – contesta a gran voce il piano politico di dimezzare di fatto la capacità edificatoria di terreni già inseriti nel Prg. “Non è così che si tutela l’ idea della difesa del verde. In un momento di crisi fare politica significa saper far convivere ambientalismo ed impresa, vuol dire imporre la ristrutturazione di edifici e di interi quartieri, ampliando se serve, in termini edificatori, la cubatura in altezza. Significa anche avere nuovi edifici che siano in regola con le più moderne tecniche di risparmio energetica come monetizzare la nuove cubature per ottenere le fonti economiche per realizzare la ristrutturazione della rete fognaria – per esempio – Certo non bisogna consumare più ulteriore territorio, ma d’ ora in avanti, non mettendo a repentaglio gli investimenti di chi si trova invece oggi con i valori già diminuiti a causa della crisi ed ora ulteriormente dimezzati da questo progetto politico. Il rischio è che questi terreni vengano requisiti dagli istituti di credito con cui i privati si sono indebitati proprio per investirvi”. Ripensateci. E’ l’ appello che il Codacons rivolge a sindaco e consiglieri comunali: ” Ci sono privato che hanno già presentato i progetti sulla base del precedente Prg ed hanno investito in più occasioni somme, anche importanti, per modificare gli originari progetti proprio su richiesta dei tecnici del Comune di Rimini, questo in particolare per quanto riguarda l’ edificabilità destinata ad uso residenziale”. “Il margine tra il diritto acquisito e la legittima aspettativa è molto labile”, fa notare Barbieri, da legale. Serve una giusta sintesi. “Fare politica, in sostanza, significa conciliare diritti ed esigenze contrapposte, garantendo chiarezza – ammonisce il Codacons – Diversamente sarà molto difficile che qualcuno in futuro investa sul territorio di Rimini. Chi avrà voglia di cimentarsi in opere edili, anche solo di ristrutturazione, se non potrà contare sulla certezza, almeno giuridica, degli investimenti produttivi sostenuti, se una mattina qualche nuovo sindaco decide di azzerare quanto legittimamente approvato dal suo predecessore, per di più sostenuto dalla stessa maggioranza politica? Ovvio poi che questa situazione genererà mancanza di sviluppo economico del territorio con conseguente crisi occupazionale”. Valeria De Tommaso.

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