23 Agosto 2002

Scoppia una bufera sul «sondaggio» effettuato sui posti di lavoro

Per i nostri conti pubblici le «ombre» di questa estate sembrano non finire mai. Con l?inflazione che risale, le entrate fiscali che calano, la ripresa economica che sembra allontanarsi sempre più e i singoli ministri che frenano sui tagli alle spese dei loro dicasteri, il lavoro dei tecnici del Tesoro che devono far quadrare i conti si complica. Ecco allora una giornata emblematica come quella di ieri con il Fondo monetario che rivede al ribasso le stime sulla nostra crescita, il ministro del Welfare Roberto Maroni che punta i piedi su eventuali tagli alle pensioni – anche quelle d?anzianità – e le indiscrezioni sulla manovra economica di settembre destinata a crescere del 50 per cento. Ma vediamo i singoli «capitoli». – PIL IN DISCESA – Il Fmi, stando alle anticipazioni di un quotidiano tedesco, ha ridotto le stime di crescita dell?Italia, così come quelle di Eurolandia. La crescita italiana sarà a fine anno solo dell?1% contro l?1,4% previsto nell?ultimo rapporto di aprile, mentre nel 2003 la ripresa si fermerà al 2,5% contro il 2,9% delle stime precedenti. Tagliate anche le stime di Eurolandia con una crescita dell?1,1% e del 2,5% nel biennio 2002-2003 contro le stime di aprile dell?1,4%-2,9%. I ministri Marzano e Urso hanno sdrammatizzato il dato ricordando che la prima vera verifica a livello di governo si farà in occasione del Consiglio dei ministri del 30 agosto.
– PENSIONI – Con l?aria che tira tornano a circolare voci di interventi sul fronte previdenziale. Ma il ministro del Welfare Maroni ha voluto essere categorico: «Sulle pensioni d?anzianità – ha detto all?Adnkronos – non ci sarà alcun intervento, nè in autunno nè con la finanziaria. Le pensioni rimangono così come sono definite dalla legge Dini». «E questa – ha aggiunto – è la posizione mia e dell?intero governo». Non solo. Il ministro ha anche escluso qualsiasi ipotesi di ricorso a forme di disincentivi per allontanare nel tempo l?uscita dal lavoro, considerata da molti una misura necessaria per fare quadrare i conti pubblici. Tutto ciò che si doveva fare in materia di previdenza – ha concluso – è stato contemplato nel disegno di legge delega depositato in Parlamento.
– MANOVRA – I tecnici del Tesoro sono comunque al lavoro sulla manovra economica che dovrà essere messa punto entro settembre. E le ultime brutte notizie sul fronte dei conti pubblici rendono il lavoro più complesso. Secondo le indiscrezioni de «Il Sole 24 Ore» l?entità della manovra 2003 potrebbe salire sensibilmente rispetto ai 12,5 miliardi di euro previsti a fine luglio. Secondo la simulazione dei tecnici del ministero dell?Economia si oscillerebbe da un minimo di un punto di Pil fino a un massimo dell?1,4%, pari a circa 18,5 miliardi di euro.
Con quali provvedimenti: di sicuro ci saranno nuovi tagli ai ministeri e forme di mobilità tra dirigenti pubblici e privati. Si parla poi di una nuova riapertura della sanatoria per la riemersione dal sommerso e quelle per il rientro dei capitali dall?estero. E forse di una nuova vendita di immobili pubblici attrraverso lo strumento delle cartolarizzazione. Milano. Per i sindacati si tratta di un atto intimidatorio. Per Assolombarda, al contrario, è una normale attività di monitoraggio. Era facile prevedere che l?iniziativa avrebbe suscitato un vespaio di polemiche. Ed esse sono puntualmente e immediatamente scoppiate, confermando le aspettative di chi prevede un autunno molto caldo sul fronte delle relazioni sindacali. Della questione sarà investito anche il ministro del Lavoro Roberto Maroni, destinatario di un?interrogazione parlamentare promossa dal deputato verde Paolo Cento. È accaduto che Assolombarda, l?associazione che riunisce gli imprenditori lombardi, abbia diramato una circolare diretta ai propri iscritti: «Vi saremmo grati – si leggeva nella richiesta – se poteste comunicarci le forme di agitazione eventualmente poste in essere presso di voi nonchè altre manifestazioni di protesta quali volantinaggi, raccolta di firme, ecc…».
Immediate le reazioni dei sindacati. In realtà, non è la prima volta che si ha notizia di richieste simili, avanzate in passato dalle forze dell?ordine. Ma è la prima volta che l?iniziativa è partita da un?associazione di imprenditori. Dopo che le circolari sono state rese note dall?emittente Radio Popolare, Assolombarda ha minimizzato, sottolineando che si tratta di un «normale monitoraggio dell?attività sindacale».
Ma, visto il recente clima di scontro sociale instauratosi in occasione della vicenda relativa alle modifiche all?articolo 18 e acuitosi successivamente nelle trattative sul Patto per l?Italia, firmato da tutte le parti sociali ad esclusione della Cgil, è stato come gettare benzina sul fuoco. Per nulla convinti dalla spiegazione di Assolombarda gli esponenti sindacali: «Riteniamo grave – ha detto il segretario generale della Cgil Lombardia, Susanna Camusso – oltre che l?iniziativa in sè inquisitoria, il linguaggio che viene usato in particolare quando si parla di ?forme d?agitazione o, comunque, di non collaborazionè. Siamo in presenza di una somma di atti intimidatori sintomatici del nervosismo di Confindustria per il fallimento dell?operazione costruita intorno al Patto per l?Italia, ma che non produrranno nessun risultato perchè la Cgil conferma per intero il proprio programma d?iniziative». È una «richiesta inopportuna», secondo il segretario nazionale della Cisl, Pierpaolo Baretta: «L?iniziativa si inquadra in un clima non positivo, nel quale il rischio è che ci sia un controllo dell?attività del sindacato, oltre i limiti e i vincoli stabiliti dallo Statuto del lavoratori». E la Cgil ha rincarato la dose: «Se Assolombarda volesse stabilire normali e corrette relazioni sindacali saremmo lieti di fornire noi stessi i dati sull?andamento della campagna di raccoolta delle firme, che sta riscuotendo un grosso successo tra i cittadini e i lavoratori».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this