Scoppia il caso dell’ intervista a Schettino
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fonte:
- il Tirreno
GROSSETO «Imbarazzante». «Sconcertante». «Pagata». È bufera sull’ intervista trasmessa in esclusiva due sere fa da Canale 5 al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, e che in meno di un giorno – dalla magistratura al Parlamento, dalle agenzie di stampa ai siti internet – ha collezionato un incredibile sequela di proteste facendo esplodere un caso. Per tutto il giorno, ieri, la polemica è montata investendo non solo il capitano – che secondo il Procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, avrebbe detto «bugie imbarazzanti» sulla tragedia – ma anche Mediaset per il presunto toto-compenso pagato a Schettino. Proteste a catena – dunque – sia sul comandante che sulla rete commerciale: il primo accusato di mentire, la seconda di fornire un’ informazione-spettacolo. Di Schettino, il pm Verusio accusa la versione televisiva dei fatti. Sulla scelta di non aver dato subito l’ allarme generale, per esempio, il comandante spiegava a Ilaria Cavo: «Non mi sono pentito di non averlo dato, anzi. Sarebbe stata questa un’ imprudenza: far fermare la nave per mettere a mare le scialuppe, per evitare danni alle scialuppe in un fondale di 100 metri dove la nave sarebbe purtroppo sicuramente affondata. Se siamo qui oggi a discutere è proprio perché ho fatto delle scelte da comandante». Altra frase incriminata? «Questo è un incidente banale – dice Schettino – in cui la fatalità ha trovato breccia nell’ interagire tra esseri umani. Si è creato un malinteso e per questo c’ è rabbia. È come se tutte le teste, compresi gli strumenti, fossero andati in black-out». Verusio è furioso: «Tutto questo è sconcertante – tuona – Il giorno dopo l’ arresto lui stesso ammise “d’ aver fatto una cazzata” e ora si dipinge come il comandante perfetto che non è pentito di nulla. Da non crederci». Intanto infuria il toto-compenso, ipotesi però smentita da Salvo Sottile (conduttore di Quinta colonna) che ha twittato: «Noi non paghiamo nessuno». Parla di campagna di odio, mentre Mediaset non commenta e ricorda che in passato tutti hanno pagato per interviste in esclusiva quando erano in ballo grossi personaggi. L’ ipotesi del maxicachet, ieri, è comunque diventato un tormentone: si è parlato con insistenza di una cifra tra i 50 e 57mila euro e il Codacons chiederà alla Procura di sequestrare, in via cautelativa, qualsiasi cifra sarà pagata a Schettino per questa o altre interviste, mentre la parlamentare Silvia Velo, vicepresidente della commissione trasporti, va oltre e chiede che Mediaset devolva alla popolazione dell’ isola del Giglio qualsiasi cifra sia andata al comandante. Stupefatto Luca Borgomeo, presidente dell’ associazione di telespettatori cattolici Aiart, che se la prende con l’ informazione spettacolo. Intanto l’ udienza per l’ incidente probatorio slitta a settembre.
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