Scoppia il caso alberghi «Rincari fino al 65 per cento» Conti salati per chi prenota tardi
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fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA – La prova è a misura di clic. Ci si possono cimentare tutti. Basta prendere, ad esempio, due noti hotel del centro, uno a quattro stelle e uno a tre stelle: per soggiornare nel primo, nella giornata odierna, si spendono 295 euro, e nel secondo 290 euro. Per un pernottamento in altri periodi del mese, ad esempio nella notte del 22 aprile, invece, si spendono rispettivamente 125 euro e 91 euro. Sbornie e scivoli da Vinitaly. Puntualmente segnalate, in questo caso, dall’ Osservatorio di Trivago, il portale internazionale di prenotazione degli alberghi. «Con Vinitaly i prezzi degli hotel veronesi aumentano anche del 65 per cento rispetto alla media di aprile, calcolata, circa in 120 euro» – scrivono in una nota i responsabili del portale. Incrementi «che toccano anche i 350 euro» e che, comunque, consegnano un costo di 271 euro a notte di media per le tante persone in arrivo, anche oggi, per la manifestazione fieristica. «Scriveremo direttamente all’ ente provinciale del Turismo e alla Camera di commercio per segnalare la cosa – spiega Franco Conte, presidente di Codacon Veneto -. Qui, evidentemente, i clienti tutti ancora presi dalla sbornia collettiva, non si sono accorti delle situazioni che non vanno bene e che, magari, scopriranno al momento del conto. Noi metteremo in atto tutte le forme di controllo per verificare che non ci sia una qualche forma di slealtà commerciale. C’ è un elenco dei prezzi che gli albergatori devono depositare: basta controllare quanto si discosta da quello che applicano in questi giorni. Bisogna colpire i furbi: si comportino meglio con le future fiere». Dagli uffici, si raccomanda di chiamare per qualsiasi segnalazione. Un consiglio che si dispensa anche dal comando di via del Pontiere. «Noi stiamo facendo controlli nostop, soprattutto per quanto riguarda alcune situazioni sospette – spiega il comandante Luigi Altamura – con un’ attenzione particolare ai B&B: ce ne sono che aprono solo in concomitanza con Vinitaly, stiamo monitorando i loro movimenti. Chiediamo ai cittadini di chiamarci in caso di trattamenti non idonei o situazioni non a norma». Meno allarmanti, ma comunque accorti, i toni di Adiconsum Verona: «E’ una situazione che si ripete tutti gli anni – spiega il presidente Davide Cecchinato -, purtroppo la mole di richieste, in base all’ offerta, fa impennare i prezzi, anche se io escluderei che ci sia un accordo fra albergatori per fare cartello. Noi, comunque, vigiliamo. Cosa consigliamo agli utenti? Nella fase di prenotazione si informino bene sulle condizioni per una disdetta e tengano tutte le ricevute in caso di disguidi. Ci chiamino se serve. E chi ha dei dubbi, cerchi di rivolgersi agli hotel del Marchio Ospitalità Italiana, creato dalla Camera di commercio: hotel che rispettano anche un accordo disciplinare». Non ci stanno, però, gli operatori di settore: «Questa è una storia che parte da lontano, e cioé dalla liberalizzazione dei prezzi – spiega Oliviero Fiorini, presidente di Ascom-Albergatori – e non possiamo fare nulla. Certo, in alcuni periodi c’ è un po’ di anarchia, ma succede dappertutto e bisogna tener conto di chi prenota all’ ultimo momento. Le tariffe depositate? Vanno da un minimo ad un massimo, non c’ è nulla da controllare qui. E’ ovvio che se qualcuno ne approfitta, non va bene. Ma, comunque, trovo assurdo Trivago sollevi queste polemiche: prendono anche loro una percentuale dagli hotel. Più noi vendiamo, più guadagnano anche loro». Silvia Maria Dubois RIPRODUZIONE RISERVATA.
silvia maria dubois
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