4 Settembre 2012

Scoppia il caro libri a dispetto degli e-book

Scoppia il caro libri a dispetto degli e-book 

Libri scolastici multimediali per aiutare i bilanci familiari a rischio default? Tanto fumo e poco risparmio. Parola di editori, librai e genitori in fila in questi giorni di inizio dell’ anno scolastico davanti alle librerie per l’ acquisto del corredo dei testi. A preoccupare le famiglie alle prese con la spesa scolastica, secondo l’ indagine promossa da Libreriamo (www.libreriamo.it), il social book magazine per la promozione dei libri e della lettura, sono i libri di testo (43%), poi la cancelleria e gli accessori (27%) e gli abbonamenti ai mezzi pubblici di trasporto (13%). Da quest’ anno per legge i libri scolastici devono essere misti, cioè in parte cartacei e in parte in formato digitale o scaricabile dal web. Una rivoluzione digitale iniziata già nel 2009, ma entrata a regime da qeusto settembre, rendendo non più valide le edizioni precedenti al 2011-12 non stampate anche in digitale. Risultato: quest’ anno è in calo anche il mercato dell’ usato, a cui spesso le famiglie si rivolgevano per risparmiare dal 20% al 40% sul costo dei testi. «Quest’ anno si vendono di più i nuovi », spiegano alla libreria Il Borgo di Roma, «il 70% riguarda vendite del nuovo, il 30-40% l’ usato». Per l’ obbligo della versione mista, che ha reso introvabili i testi digitali usati, e per i nuovi programmi scolastici che, nel caso dei volumi di storia, cambiando la periodizzazione, obbliga le case editrici a non ristampare il libro vecchio: si trova, allora, solo il testo nuovo, in formato misto e si vende solo quello. Pesa anche il rinnovo delle edizioni del 2008-2009. «Le ultime modifiche legislative», spiega Giorgio Palumbo, vicepresidente del gruppo educativo dell’ associazione italiana editori (Aie), «sono i decreti Gelmini che hanno stabilito il blocco delle nuove adozioni di libri scolastici a 5 anni per la primaria, dove però i testi sono gratuiti, e di 6 anni per secondaria, impedendo nei fatti l’ innovazione: un docente, che è la persona che lo Stato abilita a scegliere i libri, non sperimenta un nuovo testo se è costretto a tenerlo per 6 anni». Il mancato ricambio, secondo l’ Aie, penalizza economicamente i bilanci familiari, perché i libri nuovi costano il 15-20% in meno rispetto a quelli vecchi che vanno a sostituire e, prima della nuova normativa, in 4 anni il mercato degli scolastici si ricambiava. Mentre sui costi effettivi dei libri misti occorre aggiungere le spese per la stampa a carico di ogni studente e la fiscalità. «Sul cartaceo», aggiunge Palumbo, «l’ Iva è al 4% per il digitale al 21%». Di quanto sono aumentati i volumi? Il ministero dell’ istruzione con il decreto 41 dell’ 11 maggio, per la prima volta dopo 4 anni, ha alzato il tetto massimo di spesa per i testi scolastici dell’ 1,5%, quanto l’ inflazione. Tuttavia, già, a giugno il tasso d’ inflazione era al 3,3%. I dati dell’ Aie su oltre 30mila libri scolastici in commercio segnano un +1,2% di costo dei volumi alle medie e un +1,18 alle superiori. L’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che per i libri e 2 dizionari si spenderanno 507 euro per ogni ragazzo, il +5% rispetto allo scorso anno. «Era stato il ministero dell’ Istruzione ad annunciare nel 2009 che le famiglie avrebbero speso per i libri il 30% in meno in 3 anni, cioè oggi», ricorda il Codacons, «invece il prezzo è aumentato e di più dei 6 euro previsti teoricamente dal ministro».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this