29 Dicembre 2020

Scoperto, a rischio 15 milioni di conti

 

Cresce l’apprensione sul via alla nuova normativa europea in materia di sconfinamento di conto corrente che partirà il prossimo 1 gennaio. Ieri l’Abi Confindustria, le imprese e i consumatori hanno lanciato diversi appelli affinch il regolamento venga rivisto dall’Eba l’Autority bancaria Ue. Sul tema � intervenuta anche Banca d’Italia che però smorza i toni e parla di allarme non fondato. Cosa succede? Dall’anno prossimo, a seguito del recepimento delle misure dell’Eba anche in Italia, per pochi euro di scoperto, si rischia di essere definiti �cattivi pagatori� con l’iscrizione al Crif, la Centrale rischi che lavora con banche e assicurazioni e stila l’elenco di chi non più considerato affidabile dal mondo finanziario. Basteranno 100 euro di �rosso� per i privati per 90 giorni per finire nella nuova morsa. I consumatori calcolano che l’inasprimento in arrivo peser� potenzialmente su 15 milioni di famiglie. Finora, l’iscrizione al Crif avveniva soltanto per il mancato pagamento delle rate di un finanziamento o del mutuo. �Rivolgiamo un appello al Governo, affinch� intervenga per sanare questo squilibrio e impedire che utenti e imprese diventino cattivi pagatori anche per pochi euro di scoperto� chiede il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele. Un’analoga richiesta arriva anche dal Codacons che domanda al Governo di tutelare le famiglie. Anche le banche sono in tensione. �Le associazione di impresa di ogni genere e natura – dichiara Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi – chiedono alle Istituzioni europee di rivedere tempestivamente le regole, modificarle o sospenderle temporaneamente per evitare in tempi brevi il doppio rischio di un aumento delle difficolt� delle imprese e di una riduzione della capacit� delle banche di erogare credito e liquidit�. E questo soprattutto in una fase ancora estremamente delicata tra il permanere di una situazione di emergenza pandemica e per favorire l’auspicabile fase successiva di ripresa�. Per Bankitalia, invece, la nuova normativa non ha un impatto sulla Centrale rischi. Contano piuttosto le condizioni contrattuali concordate tra cliente e banca in materia di sconfinamento e fido. Su questo punto, ha sollecitato il sistema bancario affinch� presti attenzione a comunicare in modo appropriato alla propria clientela eventuali modifiche nelle condizioni praticate. Per Banca d’Italia non � corretto parlare di automatismi. In pratica, le banche dovrebbero segnalare un cliente �in sofferenza� solo quando ritengono che abbia gravi difficolt� e non temporanee.

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