7 Marzo 2014

Scontro tra treni in Calabria: 80 feriti, due donne sono gravi

Scontro tra treni in Calabria: 80 feriti, due donne sono gravi

 Sono 80 i passeggeri che si trovavano a bordo dei due treni delle Ferrovie della Calabria rimasti coinvolti ieri pomeriggio in un incidente nei pressi di Gimigliano (Catanzaro). Il bilancio è stato confermato dal comandante provinciale dei carabinieri che ha anche spiegato che tutti i passeggeri abbiano avuto bisogno di cure mediche, anche se solo due – di queste una donna – sono ricoverati in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Quattro sono arrivati in codice giallo: tra questi anche una donna incinta. L’ incidente si è verificato lungo la linea Catanzaro-Cosenza, su un tratto a binario unico. I convogli si sono schiacciati l’ uno contro l’ altro, con le cabine di guida andate completamente distrutte. I macchinisti non sono infatti riusciti ad evitare l’ impatto. Su uno dei treni c’ erano anche i calciatori della squadra giovanile della Garibaldina di Soveria Mannelli che andavano agli allenamenti. La gran parte dei passeggeri è stata soccorsa perchè sotto choc. La Procura di Catanzaro ha aperto un’ inchiesta per accertare le cause dell’ incidente: un errore umano o un malfunzionamento nelle segnalazioni. «Faremo tutte le verifiche del caso. In questo momento è inutile avanzare ipotesi» ha dichiarato Giuseppe Pedà, presidente delle Ferrovie della Calabria. Sul luogo del disastro poco dopo l’ impatto è arrivato il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giovanni Bombardieri, che non ha però voluto rilasciare dichiarazioni. «Gli incidenti ferroviari in Italia, seppur in diminuzione, sono ancora troppi, ed è necessario intervenire per incrementare la sicurezza sulle rotaie del nostro Paese». A parlare è Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che ha sottolineato l’ emergenza del sistema ferroviario italiano. «I dati ci dicono che in Italia il numero di morti e feriti registrati a seguito di incidenti ferroviari è superiore rispetto al resto d’ Europa» ha aggiunto Rienzi, «e ciò significa che c’ è ancora molto da fare sul fronte della sicurezza, e che serve incrementare i controlli per individuare con tempestività le situazioni piu’ a rischio. Ma il dato più grave è quello che vede il 35% degli incidenti riconducibili alla scarsa o cattiva manutenzione. Per questo chiediamo alla Ue di sanzionare Rfi che non ha ancora portato a termine il processo di riorganizzazione delle proprie strutture preposte alla sicurezza per renderlo conforme alle direttive comunitarie».

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