Scontro tra Federfarma e Codacons
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA – La raccolta dati della Federfarma sull`applicazione della legge che introduce la possibilità di scontare i prezzi dei farmaci di fascia C, quelli a carico dei cittadini, confermerebbe quello che l`associazione dei farmacisti giudica “un buon andamento“: l`80% delle 5000 farmacie ( su un totale di 16.500) che hanno già inviato il questionario applicherebbero gli sconti, in varia misura. La percentuale però si abbasserebbe nelle farmacie rurali. Meno positivi i dati sull`uso dei generici: i farmacisti infatti, secondo le loro stesse affermazioni, informerebbero i pazienti sulla possibilità di acquistare un farmaco generico a prezzo ridotto rispetto alla specialità firmata. Ma gli italiani si dividono, secondo le prime analisi riferite dal segretario nazionale Franco Caprino, in un 50% a favore e in un altro 50% contrario al cambio. E fra questi ultimi ci sarebbero soprattutto gli anziani, i più restii a sostituire il prodotto con uno sconosciuto, anche se il farmacista assicura che non esiste differenza di sostanza ma solo di forma. La Federfarma continuerà la raccolta di questionari e dei dati che vengono poi inviati al ministero della Salute. Una decina di giorni fa il ministro Francesco Storace aveva sollecitato la Federfarma alla raccolta delle informazioni sull`applicazione della legge, per la quale, hanno sempre sostenuto i farmacisti, servirà tempo per vedere i migliori risultati. Ma se la Federfarma annuncia che l`80% delle 5000 farmacie su un totale di 16500 hanno praticato sconti nella vendita dei farmaci, il Codacons ritiene “preoccupanti“ questi dati e rilancia proponendo la vendita “nei supermercati così da consentire forti sconti che non sarebbero più a discrezione dei farmacisti“. Si consuma così il “botta e risposta“ tra la Federfarma ed il Condacons sulla vendita dei farmaci di fascia C, quelli a carico del cittadino, a prezzi scontati come prevede l`apposita legge. Secondo i dati raccolti da Federfarma risulta che l`80% delle 5000 farmacie su un totale di 16500 ha praticato sconti sui prezzi dei farmaci. E ciò secondo l`associazione dei farmacisti rappresenta “un buon andamento“, mentre meno positivi risultano i dati sull`uso dei generici: nonostante siano ben informati, gli italiani si dividono a metà tra chi li acquista e chi no. “I dati di Federfarma relativi agli sconti nelle farmacie sono preoccupanti – avverte il Codacons – perché confermano le precedenti indagini di esito negativo dell`associazione: 5.000 farmacie, su un totale di 16.500, hanno risposto al questionario, da cui emerge che l`80% di esse applicherebbe sconti ai clienti“. Secondo il Codacons, “stando così le cose solo una farmacia su quattro sconterebbe i medicinali: e non si sa come le altre 11.500 farmacie si comportano“. Insomma, “di fronte a questi dati l`unica soluzione vantaggiosa per i consumatori – conclude il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – è aprire la vendita dei farmaci ai supermercati, così da consentire forti sconti che non sarebbero più a discrezione dei singoli farmacisti“. Intanto, nove provvedimenti cautelari (due in carcere, cinque agli arresti domiciliari e due misure interdittive) sono state notificate ieri dalla magistratura romana a medici, farmacisti e ad un imprenditore farmaceutico coinvolti, a seconda delle posizioni, in un giro illecito di sostanze farmaceutiche sul quale indagano da tempo i carabinieri del Nas. Ad un medico generico della capitale, C.G., finito a Regina Coeli, si contesta una truffa da almeno cinque milioni di euro per aver emesso ricette intestate a persone morte o all`oscuro della loro indicazione. Il tutto d`intesa con i titolari di due farmacie di via del Tritone e di via Tuscolana che sono ora agli arresti presso il domicilio. Le misure costituiscono uno sviluppo dell` inchiesta dello scorso anno denominato “Pharma connection“.
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