4 Luglio 2014

Scontro totale sulle simulazioni di rotta

Scontro totale sulle simulazioni di rotta

di Pierluigi Sposato GROSSETO È stata l’ udienza record. Oltre dieci ore, fino a tarda sera. A oltranza, mentre Costa ha annunciato che oggi verrà chiesto il dissequestro in vista della partenza della Concordia per Genova. E oggi, una volta terminata la trattazione delle questioni squisitamente tecniche, il collegio deciderà. Scontro totale sull’ argomento diventato principe nel corso del processo a Francesco Schettino: l’ urto contro lo scoglio delle Scole poteva essere evitato o no? La risposta è no per la Procura e per alcune parti civili, che negano un valore scientifico a quei lavori o comunque nutrono fortissimi dubbi. È invece sì per gli esperti nominati dal Codacons e per quelli della difesa del comandante, che hanno prodotto alcune simulazioni sostenendo che l’ urto non ci sarebbe stato se Jacob Rusli Bin non avesse sbagliato per due volte gli ordini del comandante. Lo scontro è stato aspro sin dalle prime battute. Il presidente Puliatti in apertura di udienza è intervenuto per richiamare l’ avvocato di parte civile Giuliano Leuzzi (Codacons) schieratosi in difesa dei propri consulenti, durante il controesame. «Vuole continuare a restare in aula?- ha chiesto Puliatti a Leuzzi – Ora basta, si sieda». Il legale si era infervorato quando il pm Maria Navarro aveva sollecitato il professor Bruno Neri a dare spiegazioni sulle proprie competenze in navigazione e come mai l’ ingegnere navale che pure aveva fatto parte del collegio di consulenti non è presente in aula. Il professore, ingegnere meccanico, ha comunque risposto dicendo di non essersi mai occupato in precedenza di navigazione ma ha ribadito a più riprese la validità scientifica del lavoro. A spada tratta, naturalmente, anche i consulenti di Schettino hanno difeso il comportamento del comandante. L’ ingegner Domenico Balestrieri ha sostenuto che il comandante ha fatto bene a far calare le scialuppe quando la nave non era più su un fondale di 96 metri e a 1.250 metri dalla costa, ma a ridosso dell’ isola. Lo specialista ha fornito una ricostruzione mentre l’ ingegnere Mariana Scognamiglio ha presentato una simulazione bi-dimensionale. Secondo entrambi gli elaborati, la nave avrebbe evitato lo scoglio qualora il timoniere avesse compreso gli ordini. Ma il comportamento di Rusli Bin avrebbe compromesso l’ efficacia delle virate e controvirate decise da Schettino per rallentare la marcia della Concordia. L’ ingegner Sergio Ambrosio, terzo consulente di Schettino, a proposito del sistema di sicurezza scattato, ha detto che «le informazioni giunte al comandante erano confuse. Prima delle 22.14 Schettino non aveva la certezza matematica dei tre compartimenti allagati». I consulenti dell’ Inail, gli ingegneri Stella Tramuto e Domenico Giglioni, hanno invece preso in esame il contaore, cioè l’ apparecchiatura che serve a misurare i tempi di funzionamento del diesel generatore di emergenza. E hanno scoperto che «quella notte il Dge funzionò per 29′ a pieno carico. Prima non aveva mai lavorato così tanto a lungo e nemmeno per carichi paragonabili». L’ ammiraglio Giovanni Vitalone e il capitano di vascello Luigi Giardino, consulenti dell’ Avvocatura dello Stato, hanno evidenziato varie carenze sulla Concordia, ma hanno precisato anche che «non hanno avuto alcuna influenza sul verificarsi dell’ incidente». Anche Vitaloni ha portato alcune critiche alla simulazione Codacons (in particolare lavorando sulla prima edizione, presentata in aula a settembre), tenendo a ravvicinare lo scoglio alla fiancata della nave in base al momento dell’ urto con quello in cui si sente il rumore in plancia, registrato dal Vdr.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this