Scontro sulle norme, l`opposizione rilancia: pugno di ferro
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fonte:
- Il Mattino
Roma. Pugno di ferro contro i consumi, anche di hashish, come prevede la legge attuale, la Fini-Giovanardi, o un approccio meno intransigente, come ha scritto nel disegno di legge in attesa di approvazione il ministro Ferrero? La relazione sulle tossicodipendenze ha riaperto le polemiche legate all`approccio dello Stato nei confronti delle droghe. L`opposizione, infatti, e con essa anche alcune associazioni di volontariato, ha levato gli scudi contro una possibile interpretazione dei dati sui consumi di droga in Italia come grimaldello per arrivare ad un`abrogazione della legge oggi in vigore. “È mistificatorio l`aver inserito nella Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze, il tabacco e l`alcool che nel nostro ordinamento non sono considerate sostanze illecite. Non è possibile mettere insieme eroina e lambrusco“ commenta Carlo Giovanardi, tra gli autori della legge in vigore. Norme che per il deputato di An, Maurizio Gasparri “vanno attuate con convinzione“. “Questi dati allarmanti – dice Gasparri – dovrebbero indurre a un atteggiamento ancora più severo nei confronti dell`uso della droga. I comportamenti confusi del governo e gli annunci di maggiore tolleranza verso le droghe condizionano negativamente i giovani“. E insieme con gli esponenti della Cdl anche Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano, invoca contro la droga la “tolleranza zero“. Ma per il ministro Ferrero serve invece subito “una legge che abolisca l`assurda Fini-Giovanardi“. E scende in campo la maggioranza. Per Daniele Farina, del Prc “la montagna di menzogne su cui è costruita la legge Fini-Giovanardi comincia a franare“. Mentre Italia dei Valori, Verdi e Rosa nel Pugno invitano a “predisporre un piano di lotta alle droghe quadriennale, come previsto dall`Ue“. La “condizione pregiudiziale“, per i radicali, della riforma Fioroni, resta “l`abolizione della legge attuale“. E le associazioni dei consumatori, Aduc e Codacons, chiedono al governo un cambio di rotta e una politica in materia che tuteli i più giovani. Il Coordinamento comunità di accoglienza lancia un appello alle istituzioni affinchè investano sulla prevenzione.
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