6 Gennaio 2011

Scontro sull’ arsenico

La questione dell’ acqua e della quantità di arsenico che esce dai nostri rubinetti, è un problema annoso. Ora però il Codacons di Rovereto ha deciso che la pazienza è finita: l’ avvocato Gloria Canestrini ha passato le vacanze natalizie a inviare diffide ai comuni che non si sono ancora messi in regola con quanto prescritto dalle norme. Risultato: a quattro sindaci trentini e a sette colleghi altoatesini è arrivata la diffida a inviare ai propri cittadini la bolletta dell’ acqua. La questione è annosa, appunto. Nell’ acqua è presente, in natura, dell’ arsenico. Nulla di grave: è sufficiente depurare l’ acqua e ridurne la quantità al di sotto di un limite soglia di 20 microgrammi per litro. Ma questo limite in 128 comuni italiani (tra cui alcuni trentini, appunto) non è mai stato rispettato, ma ora una direttiva europea ha negato ulteriori deroghe. Ci si deve mettere in regola, insomma. Cosa che, in Trentino, la maggior parte dei comuni ha fatto, ma non tutti. Da qui la diffida, inviata in questi giorni dal Codacons ai comuni di Trento, Canal San Bovo, Fierozzo e Frassilongo. Di questi, solo Trento nel frattempo ha comunicato al Codacons di essersi messo in regola. «Questa situazione sta comportando dei gravi pregiudizi sia per la salute dei cittadini sia per l’ ambiente – spiega il Codacons – infatti numerosi studi medici e scientifici hanno appurato la pericolosità e la potenziale tossicità dell’ aresenico». Quindi la diffida, appunto, ad ogni amministrazione comunale coinvolta, «affinché sospenda sul proprio territorio il pagamento dei tributi relativi all’ acqua potabile, fino a che i valori di arsenico non rientreranno nei parametri indicati dalla Commissione europea».
 

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