SCONTRO METRO ROMA: AFFIDATA PERIZIA, 427 PARTI OFFESE
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fonte:
- Ansa
90 GIORNI PER VERITA`; LEGALE MACCHINISTA,INCARICO SOLO PARZIALE
(ANSA) – ROMA, 18 nov – Entro 90 giorni, a partire dal
prossimo primo dicembre, si potrà conoscere la `verita“, o
almeno quella tecnico giudiziaria, sulle cause dell`incidente
che il 17 ottobre scorso si verificò tra due convogli della
metropolitana di Roma, causando la morte di Alessandra Lisi, una
giovane ricercatrice universitaria e il ferimento di centinaia
di persone. Oggi il pm della procura di Roma, Elisabetta
Ceniccola, ha conferito ufficialmente l`incarico per gli
espletamenti tecnici sulle cosiddette `scatole nere`, i
cronotachigrafi dei due convogli. I computer di bordo, e i
rilevamenti delle centrali operative, saranno decodificati dal
professor Giorgio Diana, docente di ingegneria dei trasporti al
politecnico di Milano.
Un conferimento avvenuto davanti ad un centinaio di persone,
una parte dei 476 passeggeri della metro, individuati dalla
procura dai referti stilati presso le strutture di pronto
soccorso, ammessi come parti offese che avranno a loro volta
facoltà di nominare un consulente che prenda parte ai
cosiddetti accertamenti “irripetibili“.
Già dal primo pomeriggio una piccola folla di persone e
avvocati, si era cominciata a radunare nel palazzo di Gustizia
di Roma, davanti all`aula Occorsio scelta per l`occasione come
ufficio `distaccato` del pm. Molti, come Aldo, 32 anni,
procuratore legale, portavano ancora i segni del terribile
impatto, un braccio immobilizzato da un tutore. Una giovane
donna è giunta sulla carrozzina, spinta dal marito. Tanti
ancora con il collarino altri ancora come Ada, 42 anni, che i
segni dell`incidente, invece, li porta dentro. “Da quel giorno
– racconta – non ho più preso la metro, sono rimasta scioccata
da quel che è successo“. La `battaglia legale` su eventuali
risarcimenti (sembra che qualcuno abbia già accettato una
proposta di compenso extragiudiziale) verterà anche sul danno
psicologico: passeggeri che sostengono, e lo hanno fatto già
oggi, di non poter prendere più la metro per motivi del grave
choc subito e che quindi pagano un danno materiale per gli
spostamenti costretti ora a fare “in superficé, in auto o in
bus, con presunti disagi che si riverberebbero sul lavoro. Ma
questo farà parte del contenzioso futuro.
Le polemiche di oggi invece riguardano in primis il numero
delle parti offese, 427 (un centinaio hanno delegato a
rappresentarli il Codacons, gratuitamente). Ed “una
perplessità“ è stata espressa dal legale delle Assicurazioni
Roma, che rappresenta l`Atac, non ammesso oggi dal pm, insieme
con il legale della Met.Ro, alla nomina di un consulente come
parte danneggiata. Secondo il legale il numero dei refertati era
originariamente di poco superiore ai cento. Insomma molte
persone si sarebbero recate al pronto soccorso (c`é un tempo
limite di cinque giorni) non nell`immediatezza dell`incidente.
Polemico anche il legale di Angelo Tomei, il macchinista fino
ad ora unico indagato, per l`incidente per omicidio colposo,
disastro colposo e lesioni gravissime. Secondo il difensore di
Tomei, l`avvocato Giorgio Robiony, che ha nominato l`ingegner
Domenico Pellegrino di Trenitalia come consulente di parte,
“l`affidamento dell`incarico della perizia, per quello che ho
ascoltato in aula, è solo parziale perché non riguarda, oltre
alle scatole nere, i sistemi di rilevamento delle centrali,
quelli acustici e quelli semaforici“. Inoltre, secondo
l`avvocato Robiony, la scelta di non ammettere Met.Ro, Atac e la
Caf, la società spagnola che costruisce i nuovi convogli,
“potrebbe dilatare infinitamente dal punto di vista
procedurale, la vicenda giudiziaria“. Insomma in presenza di
responsabilità che potranno emergere dalla perizia, a carico di
potenziali altri indagati, come Met.Ro, Atac o Caf, sarebbe
stato il caso di consentire la nomina di consulenti per
assistere ad un atto irripetibile come la decodifica delle
scatole nere. Pena la inutilizzabilità di future eventuali
conclusioni in sede dibattimentale. (ANSA).
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