8 Settembre 2018

Scontro fra treni, la Regione: «Noi parte civile»

Con le eccezioni preliminari sulle costituzioni delle oltre cinquanta parti civili è proseguita a Trani l’ udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei presunti responsabili del disastro ferroviario che il 12 luglio 2016, sulla tratta Andria-Corato, costò la vita a 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. Nei confronti dei 18 imputati e della società Ferrotramviaria, hanno chiesto di costituirsi la Regione Puglia, i Comuni di Andria, Corato e Ruvo di Puglia, diciassette famiglie delle vittime e alcuni sopravvissuti, numerose associazioni, tra le quali Codacons e associazioni a tutela dell’ ambiente e degli animali. La difesa della società Ferrotramviaria, l’ avvocato Michele Laforgia, ha proposto una eccezione sostenendo che la disciplina sulla responsabilità amministrativa da reato a carico degli enti non consente la costituzione di parte civile, come stabilito anche da sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia Europea. I 18 imputati sono accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Il gup di Trani, Angela Schiralli, si è riservato di decidere sulle costituzioni delle parti civili, rinviando l’ udienza all’ 11 settembre.

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