13 Gennaio 2008

Scontrini, non in regola 7 negozi su 10

I dati 2007 sui controlli dell`Agenzia delle entrate.
Sanzionati con la chiusura 1017 esercizi
Scontrini, non in regola 7 negozi su 10
Ambulanti, vendite di abbigliamento, bar e ristoranti in testa alle graduatorie delle “evasioni“.

L`apprezzato ristorante di Firenze è rimasto chiuso a lungo. Tende accostate, serranda giù. Qualcuno ha pensato a un cambio di gestione; i più diffidenti a un controllo della Asl. In realtà, il titolare aveva il vizietto di portare il conto su un foglietto a quadretti, da bloc-notes. Mentre il garage nel centro di Genova ha dato ai clienti (per 165 volte) dei postit gialli, di quelli adesivi. Di fronte a queste ricevute fasulle, i Finanzieri hanno usato il pugno duro chiudendo il ristorante per 12 giorni e il garage genovese per 9. In due mesi, tra novembre e dicembre del 2007, i Finanzieri hanno fatto 180 mila controlli in tutta Italia. E nel 70 percento dei casi hanno verificato che negozi, pizzerie, parrucchieri, ambulanti non davano ricevute o scontrini regolari. Chi evade di più, in Italia? L`Agenzia delle Entrate nota che le categorie più disinvolte sono poi le stesse che aggirano gli studi di settori (strumento principale per accertare i redditi effettivi nel commercio). In concreto, la Finanza ha chiuso soprattutto ambulanti di ogni tipo (oltre 200), negozi di vestiti (121), bar (73 in tutto), ristoranti o pizzerie (69), panetterie (68). Tra i più onesti ci sono invece gli alberghi, le discoteche e soprattutto le lavanderie. Molto care, ormai: ma almeno fanno la ricevuta. La Campania è la regione con il più alto numero di violazioni. Ma i campani hanno la scaltrezza – diciamo così – di fare lo scontrino a singhiozzo. Viceversa i siciliani sono più continui nell`evasione e accusano, per questo, il maggior numero di serrande abbassate: 123. La chiusura scatta quando il finanziere scopre che lo scontrino non viene dato per tre volte consecutive. L`oscar del senso civico va invece ai commercianti umbri che battono sul registratore di cassa almeno una volta su due acquisti. I controlli, è ovvio, spaventano ristoratori e commercianti. Che dunque cominciano a mettersi in regola. Nella settima successiva alla sanzione, gli esercizi commerciali registrano un`immediata crescita degli incassi dichiarati, nell`ordine del 20 percento. Come risolvere il problema, alla fine? Maria Maiola Leddi ha una ricetta: “Gli italiani“, spiega il deputato del Partito Democratico, membro della commissione Finanze, “pagano in contanti 9 volte su 10. Siamo l`ultimo Paese europeo nell`uso degli strumenti elettronici come carte di credito o bancomat. Questa abitudine, oltre a produrre degli alti costi per le banche, favorisce l`evasione fiscale. E` il momento dunque di incoraggiare la moneta elettronica. Per farlo, bisogna diminuire le commissioni che il compratore e il negoziante devono versare quando si usa una normale carta di credito“. L`associazione dei consumatori Codacons approva la politica dei controlli, e chiede semmai di intensificarli. Non basta più, cioè, spedire i finanzieri a campione, “è il momento delle verifiche a tappeto“. Dalla Confesercenti, invece, Marco Venturi spiega così il fenomeno dell`evasione: in Italia, ci sono troppi negozianti abusivi. Nel Sud Italia, addirittura un esercizio su 3 manca di regolare licenza. Questi abusivi – spiega Venturi – fanno una concorrenza sleale ai negozianti in regola. E questi, come inevitabile reazione, limitano i danni negando lo scontrino. (a.fon.).

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